Johannes Heinrich Schultz, il tedesco che inventò il training autogeno

Johannes Heinrich Schultz è stato uno psichiatra e psicoterapeuta tedesco, famoso per aver inventato il training autogeno, un metodo di rilassamento usato in ambito clinico per la gestione dello stress e dei disturbi psicosomatici.

Nato a Gottinga il 20 giugno 1884 e morto a Berlino il 19 settembre 1970, Johannes Heinrich Schultz ha studiato medicina a Losanna, Gottinga e Breslavia. Dopo aver aperto uno studio in Polonia, Schultz si è interessato agli effetti e ai conseguenti benefici dell’ipnosi sui pazienti. In particolare, il dottore in uno dei suoi esperimenti posizionò una monetina sul dorso della mano di un operaio, suo paziente, dopo averlo avvertito che lo avrebbe scottato. Sul momento non ci fu alcuna reazione, ma l’esperimento non era ancora finito. Due settimane dopo, il ragazzo affermò che ogni mattina si svegliava con una vescica sulla mano, che puntualmente scompariva da sola. Questo fu il punto di partenza per lo sviluppo del training autogeno. Nel 1908 Schultz ottenne la licenza medica e iniziò a lavorare in diversi ospedali della Germania. Nel 1920 divenne professore di psichiatria e neuropatologia a Jena e nel 1924 si trasferì a Berlino dove iniziò a esercitare la professione di psichiatra.

Una cura per l’omosessualità

A partire dal 1933 Schultz iniziò a collaborare con il regime nazista dedicandosi ai temi della sessualità e della castrazione. In particolare, il medico vedeva nella sterilizzazione maschile un metodo per fermare la trasmissione di malattie ereditarie. Nel 1936 fu nominato direttore dell’Istituto Göring, sede principale dell’Istituto tedesco per la ricerca psicologica e per la psicoterapia. Qui lo psichiatra ebbe l’opportunità di mettere in pratica le sue teorie sulla cura dell’omosessualità. Per Schultz essere gay era una vera e propria perversione, che poteva essere trattata con intense sessioni di psicoterapia. Applicò i suoi trattamenti su 510 uomini omosessuali. Alla fine, 341 di essi vennero dichiarati “guariti”. Per essere certo che fossero effettivamente guariti, gli uomini furono costretti ad avere rapporti con delle prostitute. A coloro che dimostravano di essere sani veniva offerto un posto nell’esercito, mentre i “malati” venivano rispediti nei campi di concentramento. Schultz non subì mai alcun processo e i suoi crimini restarono impuniti.

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©H.-P.Haack, Il libro Das Autogene Training, CC BY 3.0

Il training autogeno

Il training autogeno è un metodo di rilassamento basato sul condizionamento mentale, la respirazione e la ripetizione di formule mantra. Il nome significa “allenamento auto-generato” poiché, dopo una prima fase di addestramento con uno psichiatra, il paziente raggiunge una piena consapevolezza di sé, e può pertanto eseguire gli esercizi da solo. Sebbene puramente mentali, gli esercizi sono studiati in modo da apportare vere modifiche fisiologiche alla sfera psichica dell’individuo. Il training autogeno si compone di diverse fasi, ognuna delle quali prevede una frase da ripetere più volte per aiutare la concentrazione. La tecnica è usata ancora oggi per curare disturbi psicosomatici – malattie nate da cause psicologiche e non fisiologiche – oppure è utile per i controllo dello stress e delle emozioni. Questo metodo è anche la base di molti corsi pre-parto per aiutare le donne a controllare il dolore.

Berlino Schule tedesco a Berlino
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Immagine di copertina: © Pixabay CC0

Elena Volpato

Laureata in lingue straniere e in editoria. Viaggi, le lingue inglese e tedesco, i libri e i gatti sono le mie passioni.

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