Kurz: «Metà sussidio agli immigrati, anche europei, se non sanno il tedesco»

La nuova legge del primo ministro austriaco Sebastian Kurz prevede il taglio degli aiuti economici a tutti coloro che non possono provare di possedere almeno un B1 di tedesco.

Lunedì 28 maggio, in Austria, il governo federale di coalizione di destra, con il primo ministro Sebastian Kurz in prima linea, ha annunciato che verranno dimezzati i sussidi sociali a tutti gli stranieri, senza distinzioni, nel caso in cui non sappiano bene il tedesco. Inoltre, sembra che gli stranieri non potranno fare richiesta dei sussidi prima di 5 anni. La notizia è stata riportata dalla testata tedesca Der Spiegel  e sembra aver creato non pochi problemi, sia per quanto riguarda lo status dei rifugiati politici, sia per i cittadini dell’Unione Europea.

I dettagli della proposta e le complicazioni etiche e legali

Un testo di legge sarà disponibile solo a giugno, ma il governo di stampo conservatore ha già annunciato le linee guida della riforma sull’assistenza sociale. Gli aiuti economici massimi forniti agli stranieri arriveranno solo a 563€, contro gli 863€ concessi agli austriaci. Di questi 863€ infatti, 300€ saranno considerati un Arbeitsqualifizierungsbonus (un bonus di qualifica lavorattiva), scrive DW. Questo bonus sarà concesso solo a chi sarà in possesso di una certificazione B1 di tedesco o C1 di inglese. «Dobbiamo creare un sistema con un particolare obiettivo, ovvero combattere l’immigrazione all’interno del nostro sistema sociale», afferma il primo ministro Kurz. «La regola fondamentale che introdurremo consiste nel fatto che la lingua tedesca diventerà la chiave per accedere al massimo dei benefici sociali». ll vice primo ministro Heinz-Christian Strache ha aggiunto: «Se emigri in Austria, non puoi ottenere il massimo del sussidio sociale fin dal primo giorno». Anche le integrazioni per il primo figlio vengono ridotte del 25%, mentre quelle per il secondo e il terzo del 5%. In questo modo le famiglie numerose saranno ancora più sfavorite.

Sebastian Kurz il primo ministro del governo federale di coalizione conservatrice. Screenshot da Youtube.

Problemi con i cittadini UE e i rifugiati politici

Come fanno notare il New York Times e altre testate internazionali, la riforma non fa alcuna distinzione tra rifugiati politici, cittadini UE e migranti “economici” extra-europei. È quindi probabile un conflitto con Bruxelles e l’Unione Europea, le cui regole sulla libertà di movimento e di insediamento implicano una perfetta parità di diritti tra i cittadini degli Stati membri. Questa parità sarebbe negata in quanto i cittadini austriaci non risentirebbero minimamente della riforma. I dubbi sono stati espressi in particolare dall’esperto legale dell’UE Walter Obwexer dell’Università di Innsbruck: è difficile spiegare in che modo questa riduzione a 300€ sia realizzabile. La risposta del primo ministro d’Austria è netta: «La libertà di insediamento è la libertà di lavorare in tutta Europa. Libertà di insediamento non significa libertà di cercare il miglior sistema di sussidi sociali. In questo senso, il periodo di attesa è secondo me un passo importante nella giusta direzione». I problemi sulla realizzabilità della legge non finiscono qui: la Corte Costituzionale austriaca potrebbe bloccarla, in quanto penalizza i rifugiati politici, che sono da considerarsi categoria protetta. La Corte aveva già bocciato altre proposte di legge di questo governo tra marzo e aprile che minavano i diritti dei rifugiati. Interrogato sulla legalità della legge, Kurz risponde che sarà qualcun altro a deciderlo: «Non siamo la Corte Costituzionale».

La proposta arriva anche in Germania, con tanto di gaffe sui social

L’idea viene presa in considerazione anche in Germania dall’Afd, partito di estrema destra tedesco. Beatrix von Storch, del gruppo AfD nel parlamento federale, ha annunciato la riforma di Kurt su Twitter. Stroch ha scritto anche al segretario dello Stato di Berlino Sawsan Chebli, nata a Berlino da genitori rifugiati palestinesi: “Ma il padre di @SawsanChebli’s avrebbe seri problemi finanziari. #worldbesteintegration #Afd”. Chebli ha risposto, “Se voleva ferirmi, è riuscita nel suo intento, mio padre è morto recentemente, era una brava persona, Dio lo perdoni, non avrebbe voluto che io la offendessi”. Storch ha cancellato il proprio tweet.

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Foto di copertina: ©Oleksandr Pidvalnyi, Pexels, CC0.

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