La Germania ha dedicato un museo alle opere d’arte bandite da Hitler e comunisti

Un museo dedicato all’arte bandita da nazisti (prima) e comunisti (dopo) in Germania. È quello inaugurato l’8 dicembre 2015 a Solingen, ovest della Germania, alla presenza del presidente del Bundestag.

Il nome è Zentrum für verfolgte Künste e, in realtà, conterrà anche opere perseguitate in altre parti del mondo e in altre epoche storiche, tanto che uno dei progetti futuri è una mostra sull’arte vietata in Turchia. Ma facciamo un passo indietro.

Il nazismo e quell’arte che Hitler vietò

Nolde, Kirchner, Kandinsky, Dix, Liebermann, Klee, Chagall, Van Gogh, Beckmann. Questi sono solo alcuni dei nomi che la Germania nazista decretò come produttori di “arte degenerata” (entartete Kunst), ovvero un’arte che non rispecchiava la presunta tradizione culturale della razza ariana. Ad essere colpiti furono principalmente gli esponenti delle varie Avanguardie di inizio Novecento (Espressionismo, Dadaismo, Cubismo, Surrealismo), che rompevano con la tradizione precedente creando opere d’arte pericolosamente innovative nelle quali si mirava a raffigurare l’interiorità dell’artista piuttosto che dar vita ad immagini riconoscibili, realistiche o che rispettassero il gusto estetico corrente.

Alcuni di questi artisti riuscirono comunque a farsi strada, in alcuni casi abbandonando la Germania, e sono oggi considerati tra i più grandi del secolo scorso, se non addirittura di sempre. Tuttavia, per altri l’apposizione di questa etichetta da parte del nazismo fu fatale e vennero semplicemente dimenticati. È stato ad esempio il caso della scultrice Milly Steger, il cui nome, come ricorda Rolf Jessewitsch, direttore del Kunstmuseum Solingen, «fu fatto cancellare dalle enciclopedie dell’epoca per far sì che fosse dimenticato. E c’erano riusciti, almeno fino a oggi».

Il museo

Il Zentrum für verfolgte Künste si trova all’interno del più ampio Kunstmuseum Solingen, da anni già impegnato nella ricerca tra Nazismo e arte bandita. L’iniziativa risale al 1994 quando il giornalista Hajo Jahn decise di dedicarsi alla causa fondando la Stiftung für verbrannte und verbannte Dichter für ein Zentrum für verfolgte Künste (Fondazione per i poeti banditi e bruciati per un centro per l’arte perseguitata), tuttavia si rese conto che il suo impegno non riusciva ad avere il successo che pensava meritasse. Solo grazie all’incontro con Rolf Jessewitsch e il collezionista Gerhard Schneider prese vita l’idea di aprire un’intero museo sull’argomento.

Le opere

Il Zentrum für verfolgte Künste contiene varie quadri di Eric Isenburger, Oscar Zügel, sculture di Milly Steger e molti lavori degli scrittori giudicati al pari degli artisti “degenerati”. Una volta visitato vale la pena dare un’occhiata anche alle altre mostre ospitate periodicamente dal Kunstmuseum Solingen, spesso (o meglio, quasi sempre) dedicate alle opere censurate dalle varie dittature. Perché l’arte, come la storia, non vada dimenticata.

La mostra temporanea "Spots of light"
La mostra temporanea “Spots of light”

Zentrum für verfolgte Künste

presso Kunstmuseum Solingen

Wuppertaler Str. 160 (B 224), 42653 Solingen-Gräfrath

Orari di apertura: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 17

Biglietti: 6 euro intero, 3 euro ridotto, 2 euro bambini

Foto copertina: Eric Isenburger, “Stillleben”

HEADER SCUOLA DI TEDESCO

Sara Trovatelli

Dottoranda in traduzione letteraria, traduttrice, amante del buon cibo, dei viaggi e di tutto ciò che è cultura, vive a Berlino dal 2012 dopo essersene innamorata durante una gita lampo ai tempi del liceo.

Leave a Reply