La Germania si sta convincendo all’idea di un fondo comune per i Paesi in crisi dell’UE (ed evitare immigrazione di massa)

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In Germania si comincia a parlare un fondo di sussidi di disoccupazione comune a tutti i Paesi europei per fronteggiare possibili crisi economiche future.

La proposta arriva dalla Germania, più precisamente dal Ministro delle Finanze Olaf Scholz (SPD) e, come riporta l’agenzia Reuters, fa parte del pacchetto di riforme per l’Eurozona che la Germania e la Francia stanno preparando in vista del meeting del Consiglio europeo previsto per giugno 2018. La misura mira a contenere il problema della disoccupazione negli Stati membri.

Cosa prevede la proposta

«Sono a favore dell’integrazione tra i sistemi nazionali di assicurazione contro la disoccupazione e una riassicurazione per l’intera area euro» sostiene Scholz. Infatti, nella sua proposta, se uno Stato membro si dovesse trovare in difficoltà economiche tali da portare a una massiccia perdita di posti di lavoro, lo Stato in questione potrebbe attingere dal fondo di assicurazione comune. Una volta superata la crisi, il Paese sarebbe chiamato a rimborsare i soldi presi in prestito dal fondo. Come spiega Scholz, anche negli Stati Uniti esiste un meccanismo pressoché identico, con un fondo federale a disposizione degli Stati. Scholz sostiene che questa proposta potrebbe rafforzare la stabilità e la solidarietà all’interno tra i Paesi europei. Come esempio di successo, il Ministro ricorda quello che è accaduto durante la crisi finanziaria del 2008 in Germania, quando si sono potuti evitare massicci tagli ai posti di lavoro grazie al programma chiamato Kurzarbeit. Questa politica prevedeva una serie di aiuti statali per finanziare la riduzione delle ore di lavoro.

L’altra proposta di Scholz

Come ha spiegato in un’intervista all’agenzia Reuters, Scholz vorrebbe introdurre in Europa anche una tassa sulle transazioni finanziarie. Seguendo inoltre una proposta della Francia, i soldi provenienti da questa tassa andrebbero ad alimentare il bilancio dell’Unione Europea. Scholz parla addirittura di entrate tra i 5 e i 7 miliardi di euro. Questo fatto, secondo il Ministro, potrebbe anche ribaltare tutte le critiche dei più scettici riguardo all’istituzione di una tale tassa.

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Foto di copertina: Soft Power Pixabay CC0

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