L’esercito tedesco è così in crisi di “vocazioni” che si ingaggiano sempre più minorenni

minorenni

Il numero di reclute militari volontarie under 18 all’interno dell’esercito tedesco è in crescita. Lo dimostrano i dati del Ministero della Difesa.

La Bundeswehr, ovvero l’esercito militare tedesco, sta reclutando al suo interno sempre più minorenni. È quanto ammesso dal Ministero della Difesa della Repubblica Federale Tedesca. Notevoli sono le critiche provenienti da alcuni schieramenti politici che hanno accusato il governo di ipocrisia per l’opposizione in merito alla questione internazionale dei bambini soldato. La ragione, secondo quanto riportato dal DW, è la complessa transizione che sta avvenendo dal servizio militare obbligatorio alla leva volontaria. Il governo tedesco ha infatti abolito l’obbligo di prestare servizio militare dal 2011, a differenza dell’Italia dove l’obbligatorietà del servizio è inattiva dal 1 gennaio 2005.

I numeri

Il Ministero della Difesa, su richiesta, ha affermato che circa 2.128 minori sono stati reclutati come volontari nell’esercito nel 2017. Tra questi, 448 sono giovani donne. Novanta delle 2.128 reclute erano minorenni anche alla fine dei sei mesi di prova. Il numero di minori reclutati è più che triplicato dal 2011, anno in cui la Germania ha tolto l’obbligo di leva. Quell’anno infatti sono state 689 le reclute tra i minori. L’esercito tedesco ha faticato a trovare nuovi volontari tra i neodiplomati e i neolaureati dopo il 2011. Questo è il motivo della campagna di pubblicità rivolta ai minori: oltre un milione di lettere spedite alle famiglie con figli adolescenti, e-mail e compagna di promozione anche nelle scuole e sui social media . I dati pubblicati a novembre dello scorso anno, hanno mostrato che tra gennaio e agosto 2017 sono state reclutate complessivamente 10.105 persone per i 23 mesi di servizio volontario: un calo del 15% rispetto allo stesso periodo del 2016. Più di un quarto di tutte le nuove reclute abbandonano prima della fine del periodo di prova di sei mesi.

Cosa prevede il servizio militare per i minori

Per accedere al volontariato i giovani devono aver compiuto 17 anni ed essere autorizzati dai genitori. L’addestramento militare di base è uguale per tutte le reclute, dunque anche per i minori, incluse le esercitazioni che prevedono l’uso di armi da fuoco. Questi ultimi però, non possono essere schierati per compiere operazioni che ne richiedono l’impiego . Le reclute, se minorenni, sono inoltre soggette ad altre protezioni particolari – ad esempio, se è richiesto loro di avere vaccinazioni, devono ottenere prima il permesso dei genitori. Il Ministero della Difesa ha anche voluto sottolineare che « tutti i soldati minorenni hanno la possibilità di revocare il loro periodo di servizio in qualsiasi momento entro i primi sei mesi senza dare una motivazione». Inoltre, i soldati minorenni non sono autorizzati a prendere parte a missioni all’estero.

Le discusse campagne pubblicitarie

Ciò che ha legittimato anche l’ONU da esprimersi contro la questione, sono state alcune campagne pubblicitarie utilizzate per la propaganda delle Forze Armate. Si sarebbero infatti rivolte direttamente ai giovanissimi, descrivendo il servizio militare come un gioco di avventura, eludendo la pericolosità e la serietà dell’argomento. In una relazione del 2014 sulla Germania, la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia (CRC) ha osservato che «alcune campagne pubblicitarie per le forze armate si rivolgono specificamente ai bambini, e i rappresentanti delle forze armate sono talvolta presenti nelle scuole per parlarne con gli alunni e organizzare attività affini con loro». L’ONU ha invitato la Germania a cambiare metodo pubblicitario. La Bundeswehr non è infatti autorizzata a pubblicizzare le modalità di reclutamento direttamente ai minori, sebbene ciò non impedisca agli ufficiali militari di tenere discorsi nelle scuole superiori.

Berlino Schule tedesco a Berlino

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Photo: © Riala – Pixabay cc0 

Rosellina Neri

Nata a Roma, a 10 anni mi sono trasferita a Lipari alle Isole Eolie, dove ho vissuto in barca per qualche anno. L'isola la considero casa, in ogni suo scorcio, in ogni sua luce e in ogni suo scoglio. Ho iniziato gli studi in Giurisprudenza a Palermo, terra natale di mia madre. Ora vivo a Berlino e ho portato con me la voglia di scrivere. "Da grande", mi piacerebbe essere una giornalista.

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