Nel 2017 più richieste d’asilo in Germania che nel resto dell’Unione Europea

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La Germania risulta essere la meta più gettonata dagli immigrati: nel 2017 ci sono state più richieste d’asilo in suolo tedesco che in tutti gli altri paesi europei messi insieme.

Le entrate risultano infatti essere pari a 524.185 nella Repubblica Federale contro le 435.070 degli altri 27 stati membri, come riporta l’ufficio statistiche dell’Eurostat. Spagna e Repubblica Ceca non hanno ancora inserito i propri dati. Negli scorsi anni, tuttavia, il numero complessivo di entrate nei due paesi non ha superato le 12mila richieste e non sono previsti aumenti improvvisi. La Germania ha accolto un numero di rifugiati molto superiore rispetto all’Italia e alla Grecia e si è occupata di più casi – si parla appunto di 524.185 per la Germania contro i 78.235 italiani e i 24.510 greci. Certo, la differenza a volte è anche nella maniera in cui si accolgono i richiedenti asilo: chi è esposto sul Mediterranneo lo fa normalmente in situazioni d’emergenza e da qui nasce la diversa percezione sul numero degli arrivi.

Spesso gli immigrati cercano protezione in uno stato europeo senza però necessariamente volersi stabilire in quel determinato Paese. Il regolamento di Dublino, salvo casi eccezionali, li obbliga però a fare richiesta nel primo Paese dell’UE in cui arrivano. Una situazione che il governo tedesco, a seconda del Paese di provenienza del migrante, permette di aggirare dal 2015 e che forse diventerà un principio condiviso da tutta l’Unione Europea grazie ad una possibile modifica del regolamento sopra citato.

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© Asylum, kalhhCC BY-SA 0.0

Il regolamento di Dublino

L’Unione Europea ha cercato per anni di armonizzare le politiche d’asilo nei 28 stati membri, ma non ha ancora trovato un equilibrio tra le diverse legislazioni locali. Il regolamento di Dublino è il documento principale adottato dall’Unione in tema di diritto d’asilo. È stato sottoscritto anche da paesi non membri, come la Svizzera. Nel 2017 tale documento ha subito delle modifiche: la novità principale della misura è l’abolizione del principio del paese di primo ingresso (secondo cui è competente per l’esame della domanda d’asilo lo stato in cui il richiedente asilo ha fatto il proprio ingresso nell’Unione europea) e l’introduzione di un sistema automatico e permanente di ricollocamenti in tutti i paesi dell’Unione europea secondo un sistema di quote. Il regolamento di Dublino specifica che uno Stato ha il dovere di lasciar passare la frontiera a chiunque chieda asilo, per valutare solo successivamente quale sia lo Stato effettivamente coinvolto nella richiesta d’asilo. Questa decisione si applica però anche a quei migranti che entrano in Germania da Svizzera o Francia, paesi sicuri. Una volta in territorio tedesco si procede con la richiesta d’asilo.

I trasferimenti non si concludono tuttavia sempre come sperato. Come riporta il BAMF (Bundesamt für Migration und Flüchtlinge), nel 2017 186.644 richiedenti asilo sono arrivati in Germania. Lo stato ha però inviato solo 64.267 dei richiedenti agli stati a cui erano stati destinati. In 46.873 casi i paesi richiesti hanno accolto i rifugiati e solo 7.102 sono effettivamente entrati nel paese assegnato. Dal resto dell’Europa alla Germania invece le persone trasferitesi sono state 8.754.

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Foto di copertina: © City, NileCC BY-SA 0.0

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