Palestra in Germania, ecco come evitare i contratti trappola

Tutti ma proprio tutti almeno una volta nella vita ci siamo iscritti in palestra. Attenzione: sto dicendo iscritti, non che poi ci siamo realmente andati. I momenti più propizi di solito sono le assolate giornate settembrine piene di buoni propositi e voglia di fare dopo un estate di bagordi o, peggio ancora, le prime avvisaglie di primavera quando ci si rende conto che la prova costume incombe senza pietà.

Da qualche anno, alle classiche palestre “fatte in casa”, si sono aggiunti i grandi network internazionali che offrono strutture aperte 24 ore su 24, 365 giorni all’anno e a prezzi stracciati, quasi sempre non superiori ai 20 euro al mese. Inutile dire che questi paradisi del fitness hanno il proprio lato oscuro, rappresentato da contratti capestro che i clienti devono sottoscrivere e da cui a volte diventa davvero complicato liberarsi. In Germania questa tipologia di palestra è molto comune; visto che per molti expat, tra lavoro e clima tedesco, i centri fitness diventano spesso la soluzione preferita per continuare a fare un po’ di sport, ecco qualche utile consiglio da seguire per non continuare a pagare rate in eterno, anche quando i vostri propositi di wellness sono andati da tempo a farsi benedire.

Palestra

Un’offerta che non potrete rifiutare. Nella maggior parte dei casi i centri fitness propongono contratti annuali, con addebito diretto su conto corrente e rinnovo automatico qualora non venga espressa tempestivamente una volontà contraria. É il caso, quest’ultimo, della McFit, forse la più famosa tra le catene di fitness tedesche, che ultimamente ha aperto numerose filiali in tutta Europa, Italia compresa (per esempio a Milano e Napoli). L’iscrizione a questa autentica multinazionale del wellness consente in pratica di allenarsi, con lo stesso contratto, in qualunque filiale europea, il che può essere comodo se cambiate quartiere a Berlino e trovate un centro McFit più vicino alla nuova casa, ma può diventare un boomerang se state pensando di utilizzare il vostro trasferimento in un’altra città o all’estero come motivazione per rescindere il contratto: se andate in un posto dove è presente una filiale – così recita il contratto – non avete alcun diritto di recesso, perché potreste continuare a sfruttare i servizi McFit anche lì. Insomma, qualora vi fosse venuta in mente l’idea di squagliarvela solo perché l’istruttrice di spinning ex modella di Victoria’s Secret è stata sostituita da un nerboruto istruttore ex Navy Seal che vi grida contro… beh, lasciate perdere: siete spacciati.

Il caso del marinaio di Hannover. In certi casi in Germania il vincolo si sta facendo ancora più indissolubile. L’ha scoperto a proprie spese un uomo di Hannover, di professione marinaio e quindi soggetto a diversi spostamenti per la propria attività lavorativa, che aveva richiesto la rescissione del contratto perchè in procinto di trasferirsi a Rostock. Al secco e preventivabile no della palestra ha fatto seguito quello del giudice della corte federale di giustizia, che ha sottolineato come l’annullamento possa avvenire solo per ragioni gravi, come un serio infortunio o una gravidanza. Altre motivazioni, come ad esempio quelle familiari o lavorative, sono interpretabili come una diretta volontà del soggetto e, di conseguenza, non possono essere addotte per l’interruzione del contratto.

Un precedente giudiziario importante. La sentenza ha fatto perdere al povero marinaio circa 700€ di mensilità versate ma soprattutto ha in qualche modo messo al riparo i grandi network del fitness da un precedente che avrebbe creato loro non pochi problemi. Considerando che in Germania si contano 10 milioni di abbonamenti in palestra di cui – immaginiamo – molti meno vengono effettivamente utlizzati, non è difficile immaginare le conseguenze legali ed economiche che avrebbe avuto un’eventuale sentenza a favore del giovane.

Qualche utile scappatoia legale. Se, presi dai sensi di colpa dopo un’estate di bagordi, state pensando di iscrivervi in palestra, il nostro consiglio è di leggere con attenzione le condizioni contrattuali che state per firmare e di valutare bene i vostri progetti e spostamenti nel medio-lungo termine. Se invece siete già iscritti a un grande network del fitness ma siete stufi della palestra, allora provate a sfruttare alcune scappatoie legali che talvolta i contratti mettono a disposizione. Prendiamo ancora una volta l’esempio della McFit: tra le possibilità presenti nelle condizioni, c’è innanzitutto quella di congelare l’abbonamento per alcuni mesi per poi riattivarlo in un momento più propizio. Occhio poi alla data in cui il primo contratto di un anno si rinnova automaticamente per sei mesi (e così via, sempre di sei mesi in sei mesi se non si notifica una volontà contraria): possiamo dirvi per esperienza personale che l’assistenza McFit non chiuderà un occhio se dimenticate il termine ultimo. E infine: state andando via da Berlino o dalla Germania? Se inviate la vostra Abmeldung (il foglio che attesta che non siete più domiciliati in un appartamento tedesco) o il vostro certificato di residenza in una città dove non ci sono filiali McFit (quindi, per dire, non Napoli o Milano), sarete finalmente liberi dai cavilli del fitness tedesco. E non farete la fine del povero marinaio di Hannover.

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Foto di copertina © Fitness

Paco Romito

Barese e fiero figlio degli anni 80, non porto spalline e capelli cotonati ma chiedetemi il titolo di qualche film o telefilm (all'epoca non si chiamavano ancora SERIE) di quegli anni e non solo annuirò compiaciuto, vi canticchierò anche la sigla. Ho giocato per 10 anni a football americano, non è rugby, anticipo la domanda. Uno sport che mi ha insegnato moltissimo sul lavoro di squadra e sul sacrificio ma anche sul fatto che i quarterback cuccano solo negli USA. Sono a Berlino da gennaio 2015 e intendo restarci.

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