Rifugiati e antisemitismo, la Germania si interroga sulla sicurezza dei propri cittadini ebrei

La questione sicurezza degli ebrei in Germania è da sempre molto dibattuta e l’attuale crisi migratoria, con l’intensificarsi dell’afflusso di rifugiati da Paesi arabi, non fa che accrescerne la rilevanza. A questo proposito, l’emittente tedesca DW ha intervistato la studentessa Lena Stein, il rabbino di Francoforte sul Meno Julian-Chaim Soussan e il direttore della comunità ebraica di Darmstadt Daniel Neumann. «Il tema è complesso e controverso» dichiara la Stein, «non è semplice prendere posizione. Sono convinto che la Germania sia uno dei Paesi più sicuri al mondo per un ebreo, il governo vigila sull’antisemitismo molto più che altrove, ma continuo lo stesso a guardarmi sempre le spalle. Non sono preoccupato degli estremisti di destra, quanto dei fondamentalisti islamici». Neumann vede invece una possibile minaccia nell’unione di questi ultimi due gruppi sulla base del pregiudizio nei confronti degli ebrei.

I casi. Le parole di Soussan trovano riscontro nell’aggressione a un insegnante ebreo, verificatasi di recente a Marsiglia. La vittima è stata ferita con una coltellata mentre si trovava per strada. A quanto pare, i tre aggressori urlavano frasi antisemite e hanno poi rivendicato l’appartenenza allo Stato Islamico. Soussan è a capo di una congregazione di 7000 fedeli: «Francoforte è una realtà multiculturale: ognuno vive come vuole, ma nel rispetto della convivenza con gli altri» afferma. Sebbene il rabbino sia decisamente aperto all’accoglienza di migranti, confessa di temere che con l’intensificarsi dei flussi migratori, gli ebrei possano ritrovarsi in pericolo. «Molti dei rifugiati che arrivano in Germania sono abituati a considerare Israele e gli ebrei come dei nemici» aggiunge.  In proposito, il giornale tedesco Die Welt ha girato un video intitolato “Un esperimento: un ebreo in un alloggio per rifugiati di Berlino”, che vi proponiamo qui sotto.

Risolvere il problema. «Sta alla società convincere i rifugiati ad unirsi a una realtà non estremista» dichiara Soussan. Neumann concorda nel considerare l’aiuto ai fuggitivi come responsabilità morale della Germania, con la consapevolezza che questo potrebbe creare dei problemi di sicurezza per la comunità ebraica tedesca ed europea. «Non è possibile estirpare i radicalismi in modo rapido», precisa Neumann.

Allarmismo esagerato?. Lena Stein è del parere che i rifugiati non rappresentino alcun rischio per gli ebrei in Germania. «Queste persone scappano dal terrore e dalla guerra civile, vogliono pace e tranquillità, lontano dai fondamentalisti», dichiara la venticinquenne. La studentessa afferma inoltre di sentirsi sicura per le strade di Francoforte e nelle istituzioni della comunità, ammettendo tuttavia di non indossare mai capi o simboli riconducibili all’ebraismo, proprio per evitare provocazioni. Neumann concorda: «finché non si sa che siamo ebrei, saremo solo preoccupati, ma non spaventati».

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Foto di copertina ©Berkowitz_250+ CC BY-SA 2.0

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Giulia Mastrantoni

Laureata in inglese e francese, ama scrivere e viaggiare. Legge come se non ci fosse un domani e, non appena se ne presenta l'occasione, si butta a capofitto in nuove avventure. «Da grande» vuole non doversi mai chiedere: «E se?». Ha pubblicato i racconti "Misteri di una notte d'estate" per la Ed. Montag nel 2015 e "Veronica è mia" per la Panesi Edizioni nel 2016, sulla tematica della violenza psicologica e sessuale.

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