Carta colorata e forbici: a Berlino arrivano i Paper Portraits di Adriana Napolitano

La carta è una faccenda seria. Chiunque abbia avuto il piacere di fare la conoscenza di Adriana Napolitano troverà alquanto buffo e singolare che sia proprio questo il motto ispiratore di un piccolo grande talento incline per sua natura a prendersi così poco sul serio. Eppure il suo mondo rispecchia fedelmente questa contraddizione di fondo, perché è un continuo altalenare tra serio e faceto, concretezza e immaginazione, dedizione e diletto, numeri e fantasia. Ed è soprattutto questo carosello di deliziose incoerenze a rendere speciale tutto quello che fa.

Ma partiamo dalle presentazioni. Adriana Napolitano non è propriamente un’artista e neppure una creativa; o meglio, è il connubio perfetto di entrambe le cose, ma Adriana rifugge le definizioni ed è meglio non farla arrabbiare ancor prima di cominciare. Detto tra noi, non credo me lo perdonerebbe. Questa personalità poliedrica – lucana di nascita, romana d’adozione e da un anno neoberlinese per scelta – può vantare al suo attivo un’esperienza altrettanto variegata ed eclettica. Prima dell’arrivo a Berlino, per assecondare la sua indole curiosa ed entusiasta (che lei stessa ama definire con spiccata autoironia “disturbo dell’attenzione”), Adriana si cimenta nelle lingue orientali e nell’editing video, che approfondisce alla Nuova Università di Cinema e Televisione di Cinecittà. Fino ad approdare all’incontro, quasi casuale, con la scenografia e l’animazione in stop-motion. Queste tecniche le permettono di portare alla luce e sviluppare la sua passione per “i minimondi e i minipersonaggi”, realizzati e animati a mano con perizia artigianale e gusto fanciullesco. Una propensione alla manualità che Adriana mette a frutto anche in seguito, collaborando alla realizzazione di numerosi videoclip musicali. E questa scoperta rappresenta per lei un vero e proprio punto di svolta: “Ho cominciato a riscoprire il piacere e la gioia di usare (e sporcarmi) le mani: è ciò che riesce a farmi mettere da parte quel lato ansioso e irresoluto della mia personalità in favore di un’Adriana più calma, paziente e posata. Chi l’avrebbe mai detto?”.

 Sweet sweet paper

Ed è qui che entra in gioco la faccenda seria di cui parlavamo. Dal suo arrivo a Berlino insieme al compagno fotografo, Adriana si lancia in un progetto molto personale e unico nel suo genere. Sentendo forte l’esigenza di ricominciare e di dare vita a un disegno più autonomo, avvalendosi però di tutte le competenze acquisite, inizia a sperimentare e a dedicarsi al materiale che meglio le consente di dar sfogo al suo estro creativo. Un materiale semplice, di uso quotidiano, che rimanda ad emozioni antiche e al profumo dei banchi di scuola: la carta. Adriana si racconta: Avere un compagno fotografo e la possibilità di collaborarci mi ha aperto un mondo che fino ad ora non avevo considerato: quello fotografico, dell’immagine statica, che mi ha permesso di accostarmi alla scenografia in maniera diversa e rinnovata, sia negli stimoli che nello stile.”

Così decide di portare avanti un’originalissima serie di ritratti, i Paper Portraits, realizzati con costumi e/o ambientazioni cartacei. È con pazienza quasi certosina e zelo scrupoloso che Adriana si mette alla prova e concepisce i suoi set fotografici, assemblando lecca-lecca di dimensioni spropositate, barrette di cioccolata in scala gigante, parrucche settecentesche, armature futuristiche e colletti ricamati. E tutto usando solo forbici e carta. Il risultato è una galleria di ritratti ineffabili, che riescono ad evocare con semplicità e tanta magia una dimensione fantastica che spesso facciamo fatica a ritrovare in una quotidianità piuttosto prosaica. Tra un ritratto e l’altro, tra una sperimentazione e la successiva, lo stile di Adriana acquista una sua definizione e diventa sempre più maturo; ma forse è nel nostro interesse sperare che ciò non avvenga, perché mantenga vivo quel tocco infantile, fresco e sognante che fa dei suoi ritratti delle piccole perle fotografiche.

Il progetto è una creatura ancora in divenire, come Adriana tiene a sottolineare, quindi dovremo attendere un repertorio di ritratti più corposo per poter finalmente ammirare le sue creazioni dal vivo a Berlino. Ma vi consiglio di tenere d’occhio questa ragazza perché presto farà parlare di sé.

Nel mondo della fotografia o in quello del cabaret, opzione da non sottovalutare e che Adriana tiene sempre pronta come piano di riserva.

Diablo de papel

Foto ©Adriana Napolitano
Sito ufficiale di Adriana Napolitano: http://www.adriananapolitano.com/home

Silvia Fistetto

Diplomata in cattiva gestione del tempo, innamorata dei libri e dei gatti, schiva con poca astuzia i tranelli della lingua tedesca. Traduce documentari per Nat Geo, History, La7 D ed è la traduttrice italiana della rivista on line della NATO.

3 Responses to “Carta colorata e forbici: a Berlino arrivano i Paper Portraits di Adriana Napolitano”

  1. striped cat

    bellissimo!
    qualcuno di voi ha visto, nell’ambito di Friedirisiko, la meravigliosa mostra sul nostro “alte Fritz” a Potsdam, la mostra associata “Mode Affe” sui vestiti di corte realizzati interamente in carta dall’artista belga?
    http://www.welt.de/kultur/history/article106234300/Friedrich-der-Grosse-Modeaffe-und-Hundenarr.html

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  2. striped cat

    per restare in tema…
    http://www.dw.de/scherenschnitte-von-annette-schr%C3%B6ter/av-17371752

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    • Silvia Fistetto

      Grazie mille della dritta, segnaleremo l’evento anche ad Adriana 🙂

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