Albert Schweitzer, la straordinaria vita del medico franco-tedesco Nobel per la pace 1952

Albert Schweitzer dedicò la sua vita al prossimo, specialmente come medico missionario in Africa, meritandosi il Premio Nobel per la Pace nel 1952

Albert Schweitzer nacque il 14 gennaio 1875 a Kaysersberg, in Alsazia (all’epoca parte della Germania), in una famiglia dedita da generazioni alla religione e alla musica. È ricordato come medico, teologo, musicista, pastore e missionario. Il filo conduttore della sua vita fu l’amore per il prossimo, che dimostrò soprattutto attraverso la costruzione di un ospedale in Africa, in cui trascorse gran parte della sua esistenza offrendo cure e assistenza ai bisognosi.

Gli studi universitari e il sogno di partire per l’Africa

I primi studi di Schweitzer furono musicali: sin da bambino e per tutta la vita si dedicò intensamente allo studio del piano e dell’organo (quest’ultimo strumento lo rese presto noto come musicista a livello internazionale). Fu un grande appassionato di Bach, su cui concentrò un intero saggio musicologico dal titolo “J.S. Bach, il musicista poeta”, pubblicato nel 1905 in francese e ripubblicato in tedesco pochi anni più tardi. Iniziò poi il suo percorso universitario basato sulla filosofia e la teologia, laureandosi nel 1899 all’università di Strasburgo con una tesi su Kant. In questi anni iniziò a coltivare il sogno di trasferirsi in Africa per offrire assistenza medica alle popolazioni locali. Per questo motivo decise di intraprendere anche gli studi in medicina, per poi specializzarsi a Parigi in malattie tropicali. Dopo la laurea e la specializzazione in medicina partì per Lambaréné, nell’Africa equatoriale francese (attuale Gabon), dove iniziò a realizzare il suo sogno lavorando come medico missionario. Qui si dedicò personalmente alla costruzione di un ospedale, fatto di baracche e capanne, in cui cominciò ad ospitare gli indigeni bisognosi di cure. Durante la Prima guerra mondiale Schweitzer divenne prigioniero di guerra in Francia insieme alla moglie, per via della sua nazionalità tedesca. Questo episodio lo tenne lontano dall’Africa per alcuni anni: fu liberato nel 1918 e per i sei anni successivi visse in Europa, dove tenne concerti, lezioni e seguì altri corsi di medicina.

L’impegno come medico missionario nel villaggio africano di Lambaréné

Nel 1924 Schweitzer tornò a stabilirsi in Africa, sempre a Lambaréné, dove sarebbe rimasto per il resto dei suoi giorni. Portò a termine la costruzione del suo ospedale, dove per molti anni accolse e offrì cure mediche a migliaia di indigeni. In questo periodo non perse, comunque, l’interesse per la musica: suonò sempre il vecchio pianoforte dell’ospedale di Lambaréné e tornò diverse volte in Europa per tenere concerti di organo. L’immensa dedizione che dimostrò nell’assistere le popolazioni africane fu il motivo per cui ottenne, nel 1952, il Premio Nobel per la Pace. Schweitzer utilizzò il denaro ricevuto per ultimare la costruzione del “Villaggio della luce”, dove venivano ospitati i lebbrosi. In questi anni, grazie anche alle numerose donazioni provenienti da tutto il mondo, riuscì ad espandere l’ospedale e ad accogliere un numero sempre maggiore di pazienti. La sua esperienza a Lambaréné non si limitò alla professione medica: fu sempre attivo nell’amministrazione del villaggio nonché in veste di pastore, scrittore di libri scolastici, supervisore di vari edifici e terreni. Persino sua moglie, pianista e infermiera, lavorò sempre al suo fianco nell’ospedale del villaggio. Albert Schweitzer morì il 4 settembre 1965 a Lambaréné. La sua vita fu interamente dedicata all’assistenza e alla cura dei più deboli e, in generale, all’amore per il prossimo. Merita perciò di essere sempre ricordato come straordinario esempio di amore e generosità.

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Immagine di copertina: © Deutsches Albert-Schweitzer-Zentrum Frankfurt a.M.

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