9 parole tedesche che non vi insegneranno (quasi) mai a scuola

Dopo anni di corsi di lingua profumatamente pagati in centri linguistici pubblici o privati, si pensa di essere ormai pronti per il gran passo, ovvero il contatto con i madrelingua. Quando si parla di tedesco, c’è la possibilità di rimanere delusi dalla propria preparazione ad affrontare un giorno ordinario in terra germanofona: se siamo abituati ad ascoltare l’inglese informale e lo slang di strada non ci sembra troppo inusuale, lo stesso non accade infatti per la lingua tedesca. Nelle scuole e nei corsi di lingua non si ha infatti la possibilità di apprendere le espressioni più colloquiali usate di frequente tra i parlanti tedeschi. Eccone alcune che, una volta imparate, renderanno le vostre conversazioni più realistiche e vicine al gergo colloquiale tedesco.

1.Na?

Dopo i primi tentativi di approccio col popolo tedesco non è difficile constatare che spesso anche le domande di cortesia si rivelano diverse da quanto studiato sui libri, per cui anche un “come stai?” può suonare diversamente dal solito wie geht’s dir?. Na? potrebbe essere letteralmente tradotto con “beh?”, “allora?”, ed è usato di frequente per domandare “come stai?” oppure per chiedere chiarimenti o informazioni ad una persona con cui si ha abbastanza confidenza.

2.Naja

Non bisogna confondere il significato di Na? come domanda con Naja, che esprime invece dubbio, perplessità e può essere utilizzato per rispondere alla domanda “come stai?” con un “bene” che in realtà intende trasmettere altro.

3.Quatsch

È una parola usata di frequente e in italiano suona come “sciocchezze!”, “macchè”!, e si può anche trovare impiegata nell’espressione Das ist totaler Quatsch! per dire che quanto affermato da un altro è completamente privo di senso, una baggianata.

4. Mach’s gut!

Uscendo con gli amici capita spesso che, una volta finita la serata si usi l’espressione mach’s gut al momento del saluto, al posto del più ordinario Tschüß. Mach’s gut significa letteralmente “fallo bene!” e possiamo tradurlo con un affettuoso “stammi bene”.

5.Quasi, sozusagen, halt

“Come”, “per così dire”, “tipo” sono parole utilizzate fino all’eccesso nel linguaggio parlato non solo in italiano, ma anche in tedesco, soprattutto dai giovani. Inserirle ogni tanto nei nostri discorsi li rende quindi più colloquiali e vicini all’uso effettivo che si fa della lingua ogni giorno, anche se si consiglia di non esagerare fino al punto di dire frasi completamente senza senso!

6.Krass

Krass è un termine che sta bene un po’ ovunque e si usa come esclamazione di reazione ad una forte emozione, sia negativa sia positiva. Può significare quindi “incredibile!”, “accidenti!” e comunicare generalmente stupore di fronte a qualcosa.

7.Geil

Una volta imparato per bene il significato di questa parola, non ci sarà giorno in cui non la userete o non la sentirete usare dagli altri per indicare che qualcosa è davvero bello, stupendo, incredibile, super, anzi supergeil, come canta Friedrich Liechtenstein in un noto spot di Edeka. Bisogna però sapere che questo termine ha in origine un significato ben diverso, essendo un aggettivo col significato di “libidinoso, lascivo” ed è usato anche volgarmente, ragion per cui sarebbe consigliabile evitarlo in contesti formali.

8.Jein

Quando non sapete dare una risposta secca e volete rispondere con un “ni”, potete rispondere con il corrispondente termine tedesco jein, che rende esattamente l’idea.

9.Auf jeden Fall

Letteralmente significa “in ogni modo”, ma può essere adoperato in sostituzione a natürlich per dire “certamente” e sentirsi più integrati con i madrelingua che usano questa espressione con grande frequenza.

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Foto di copertina: Jugendliche im Gespräch ©Jochen Zick Bankenverband – Bundesverband deutscher Banken  CC BY SA 2.0

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Jale Farrokhnia

Classe '91, calabrese di nascita ma apolide di fatto. Ho nutrito sin da piccola una grande passione per la letteratura e per la scrittura, che mi hanno fatto approdare tra i banchi di un liceo classico che ho amato. Nel 2010, tra un viaggio e l'altro, mi sono trasferita a Pisa per studiare Lettere Classiche e per specializzarmi poi in Filologia e Storia dell'Antichità, pur essendo allo stesso tempo un'appassionata di tecnologia,social media e lingue moderne. Dopo la laurea mi sono trasferita a Berlino per un breve e intenso tirocinio e ora, somewhere in Italy, cerco ancora la mia strada con un piede nel mondo accademico e l'altro tra le molteplici alternative.

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