Berlino, Cuvrystraße rimane libera. Niente edifici (per ora) dove Blu cancellò i murales

Il destino di Cuvrystraße, la strada di Berlino nota ai più per i murales di Blu cancellati dall’artista stesso in segno di protesta contro la gentrificazione, sembrava deciso: il progetto Cuvryhöfe prevedeva la costruzione di circa 250 appartamenti di lusso, oltre a numerosi uffici e negozi. Ma ora quel progetto, come riportato da Berliner Zeitung, potrebbe arenarsi: Artur Süsskind, l’imprenditore bavarese che nel 2012 aveva acquistato il fondo immobiliare, potrebbe secondo alcune indiscrezioni pubblicate dal Tagesspiegel anche non trovare un accordo con il Dipartimento del Senato per lo Sviluppo Urbano (Senatsverwaltung für Stadtentwicklung).

Trattative difficili. Le trattative tra l’amministrazione berlinese e Terra Contor, l’impresa di Süsskind, si sono impantanate dopo le richieste del Senato di inserire nel progetto un asilo, ampi spazi verdi sul lungospree e una percentuale del 25% di case popolari da affittare a un prezzo calmierato che non superi i 6,50 euro per metro quadrato. Terra Contor e il comune di Berlino non si sono espressi ufficialmente sulla vicenda, ma secondo il Tagesspiegel sarebbe proprio quest’ultima condizione l’ostacolo principale al successo delle trattative: Süsskind non sarebbe infatti disposto a concedere una percentuale di case popolari superiore al 10%. Tale impasse, che potrebbe anche indurlo a rivendere la pregiata area immobiliare e realizzare il suo progetto altrove, si sta peraltro rivelando costosa per le casse comunali: la zona, sgomberata nel settembre 2014, deve infatti essere costantemente sorvegliata perché non riprendano le occupazioni degli stabili.

Cementificazione selvaggia. Il caso Cuvryhöfe conferma quanto sia difficile per il comune di Berlino gestire una crescita urbanistica ed edilizia sempre più impetuosa: gli imprenditori privati non trovano attraenti gli investimenti se devono finalizzarli – anche solo parzialmente, come in questo caso – alla realizzazione di progetti di natura sociale quali aree verdi, asili, case popolari. Così risulta difficile favorire uno sviluppo cittadino armonico e rispettoso delle specificità di Berlino, che non trasformi la città in una gabbia dorata fatta di residence di lusso, centri commerciali e socialità omologata.

La storia di Camp Cuvry. Gli 11.000 metri quadrati di Cuvrystraße, nel quartiere di Kreuzberg a Berlino, sono uno dei simboli della gentrificazione cittadina. Un tempo zona privilegiata di creativi, utopisti politici, radicali, giramondo, downshifter e senzatetto, il cosiddetto Camp Cuvry aveva provato per anni a resistere alle mire degli investitori e a tenere in piedi il suo modello di vita e di convivenza alternative. Già negli anni ’90, quando si pianificava l’edificazione di un grande centro commerciale con uffici, il Kiez si oppose e fece saltare il progetto.

Lo sgombero del 2014. Poi nel 2012, anche a causa delle cattive condizioni igieniche di molti spazi occupati tra Schlesische Straße e Cuvrystraße, l’aveva spuntata Artur Süsskind, riuscendo ad acquistare l’intera area. Nel settembre 2014 la cosiddetta Cuvrybrache era stata sgomberata e recintata, causando le proteste del quartiere e l’indignazione dell’artista Blu, che nel dicembre successivo decise di autodistruggere i suoi celebri murales, Brothers e Chain, per evitare che diventassero orpelli decorativi di un’area ormai residenziale e benestante. Nel giugno scorso, sulla superficie annerita dei vecchi murales, è comparsa una nuova opera, che raffigura un eloquente dito medio rivolto a «investitori, polizia, yuppie» e altre categorie emblematiche del processo di imborghesimento di Berlino.

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Foto di copertina: BLU – mural. Schlesische Strasse/ Cuvrystrasse, Berlin SO36 © Frank M. RafikCC BY-SA 2.0

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Gianpaolo Pepe

Laureato in filosofia politica e giornalista pubblicista, i suoi interessi spaziano da Hegel alle pagelle ignoranti di Calciatori Brutti. Dal 2014 coltiva un'insana passione per la cultura e la lingua tedesche, ancora non del tutto ricambiato.

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