Berlino, il Teatro del Lemming porta in scena Shakespeare e l’amore liquido

Juliet and Romeo_Marina Carluccio

Avevamo già parlato del teatro del Lemming in questo articolo e intervistato Chiara Rossini, attrice della compagnia teatrale e ideatrice di Welcome Project, il progetto introduttivo di questo straordinario percorso, dal cuore tutto italiano, che ha preso vita nel 2015 nella città di Berlino. Oggi il Lemming si inserisce tra le compagnie di punta della sperimentazione teatrale nello scenario italiano. Il gruppo, riconosciuto e finanziato dal MiBACT, Ministero dei Beni e delle attività Culturali italiano, si prefigge di intraprendere una ricerca intorno al coinvolgimento drammaturgico e sensoriale dello spettatore. «Per noi il teatro doveva tornare ad una dimensione istintiva, primaria, essere legato alle emozioni, al corpo, per rimettere in gioco i sensi dell’attore e dello spettatore», racconta il regista Massimo Munaro in questa video-intervista.

 

La nascita e la storia del teatro. La compagnia storica nasce a Rovigo nel 1987. Il nome del teatro prende spunto da un’antica leggenda di Walt Disney, con protagonisti dei piccoli roditori della Scandinavia (chiamati appunto “Lemming”): in mancanza di cibo per i più giovani, gli anziani decidono di sacrificare loro stessi. Questi animali rappresentano il simbolo dell’istinto per la sopravvivenza della propria specie, fino alle più estreme conseguenze. In contrapposizione ad un teatro moderno sempre più concettuale, il Teatro del Lemming si ripropone di mettersi in gioco avvicinandosi al concetto di esperienza attiva da parte dello spettatore, una messa in gioco di vite di spettatori e attori.

Gli spettacoli. Gli spettacoli precedenti presentati dal Lemming a Berlino sono stati Edipo.Tragedia dei sensi per un spettatore all’Hoftheater Kreuzberg nel febbraio 2015 e Odisseo. Viaggio nel teatro per trenta spettatori, al Theater Forum Kreuzberg, nell’aprile 2015. La proposta di quest’anno è altrettanto interessante: il 13, 14 e 15 ottobre all’Acker Stadt Palast di Berlino, nel quartiere Mitte, andrà in scena Giulietta e Romeo – Lettere dal mondo liquido, direzione di Massimo Munaro e Chiara Rossini. Questo nuovo spettacolo, insieme ad Amleto (2010) e WS Tempest (debutto previsto per ottobre 2016) è parte di una trilogia dedicata alle opere di Shakespeare. Già presentato nel 2013 in numerosi teatri italiani, esso cerca di inserire una vicenda passata nell’epoca contemporanea, in una società dove l’amore e l’affetto hanno forse perso la loro forza per trasformarsi in sentimenti più “liquidi”. Nasce quindi un confronto immediato con i giovani di oggi e la loro capacità di instaurare relazioni affettive, in un mondo in cui tutto sembra essere precario, temporaneo, poco rassicurante, in cui tutto scorre e cambia velocemente. Lo spettacolo è composto da lettere scritte alla persona amata, a un ipotetico spettatore, frammenti di un presente in cui la dimensione del mito non si è del tutto persa e dove possiamo rintracciare la tenacia di una volontà che non si arrende, nonostante esistano conflitti spesso nascosti e irreparabili. Lo spettacolo propone un ritorno all’intramontabile diverbio tra individuo e potere, con uno sguardo nuovo e sempre più attuale.

Qui di seguito potete vedere il video promo dello spettacolo.

Giulietta e Romeo – Lettere dal mondo liquido, promo da Teatro del Lemming su Vimeo.

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Giulietta e Romeo – Lettere dal mondo liquido

Quando: 13, 14 e 15 ottobre 2016, alle ore 20:00

Dove: Acker Stadt Palast, Ackerstraße 169/170, Berlin

Lingua: Inglese

Prezzi: 13 euro/8 euro ridotto. Biglietti acquistabili all’indirizzo karten@ackerstadtpalast.de o direttamente in cassa

Sito internet della compagnia

Sito internet dell’Acker Stadt Palast

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Alessandra Giacopini

Viaggiatrice, sognatrice, curiosa, testarda, vagabonda. Laureata in Economia e gestione dell'arte e delle attività culturali a Venezia, ho vissuto qua e là tra Italia e mondo. Amante di tutto ciò che è cultura e creatività, "faccio sempre ciò che non so fare per imparare come va fatto" (Vincent Van Gogh).

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