Considerazioni sparse di un’italiana in un parco a Berlino pieno di bambini

Lunedì mi sono presa la giornata libera per andare a Treptower Park, uno dei parchi più celebri e affascinanti di Berlino. Abbarbicato sulla Sprea, si estende per diversi chilometri offrendo ai visitatori uno spazio verde ideale per pic nic domenicali, jogging, meditazione e anche solo qualche ora di relax.

Ed è proprio quello che ho fatto io: pranzo al sacco, costume da bagno (qui a Berlino, in questi giorni, fa decisamente caldo), un plaid su cui distendermi, un libro per la compagnia e partenza! Scesa alla fermata, mi sono avviata verso un posto preciso in cui c’è una fontana, che viene utilizzata come punto strategico di refrigerio nelle giornate più calde! Ci sono stata domenica e vi assicuro che è stata una manna, mi ci sono gettata sotto come fossi uno di quei bambini già là in mezzo a sguazzare.
L’atmosfera era incredibilmente pacifica, a farmi compagnia sono arrivati via via sempre più mamme e papà con bambini. Sono rimasta a osservare queste famiglie, una dopo l’altra (all’inizio ce n’erano giusto un paio, quindi ho potuto focalizzarli per bene) e l’impressione che mi hanno suscitato è stata di completa contrapposizione rispetto a quanto avrei percepito in Italia.

Mi guardo attorno e la prima cosa di cui mi rendo conto è che sono tutti molto calmi, tranquilli e sereni, nessuno alza la voce, nessuno emana nervosismo. Mi vengono in mente le spiagge italiane (credo che, soprattutto d’estate, i parchi stiano a Berlino come le spiagge stanno all’Italia) gremite di famiglie e di bambini urlanti, con al seguito madri e padri innervositi dal caldo e dal formicare per ogni dove dei loro figli, capricciosi e altrettanto infastiditi dal sole e dall’impazienza dei loro genitori.
Davanti a me nessuna madre apprensiva che urla, nessun padre col broncio, che dà l’idea di essere qui solo perché è il suo turno per tenere il bambino. Anzi, sembra che essere con loro sia la cosa più naturale e bella del mondo. Mi sorridono, poi gli fanno le foto, giocano con loro. Li accompagnano docilmente alla fontana, li lasciano liberi di giocare con l’acqua senza stargli morbosamente appresso. Ridono di loro e assieme a loro, sembrano imparare dalla loro spontaneità.
Le mamme si caricano i bimbi sulle bici come niente fosse, senza quell’ansia e quell’agitazione che spesso vedo in alcuni genitori in Italia. Ho fatto la baby sitter per alcuni anni, a bambini di diverse età e con famiglie di vario tipo, e so per esperienza che alcuni genitori, alla sola idea di andare a fare la spesa con i figli o di portarli al mare anche solo per poche ore, preferiscono sborsare i soldi per una baby sitter, piuttosto che “diventare matti” a portarseli dietro.

Guardando queste piccole, brevi e naturali dinamiche, qui al parco ho la sensazione che fare la mamma o il papà sia la cosa più naturale al mondo, la più facile! Anche se i bimbi fanno i capricci, nessuno perde la calma. Se i bimbi si allontanano un po’, nessuno urla o li rincorre in modo angoscioso. Nessuno annoiato davanti al cellulare che faccia finta occasionalmente di interessarsi a quello che fa il proprio bimbo.
Sembrano aver imparato, o che si stiano allenando a vivere CON loro, non a basare la propria vita e modificarla PER loro e SU di loro. I bambini fanno parte di un modo di vivere quotidiano che non cambia, non si adatta forzatamente su di loro, ma li vede partecipi e anzi, li rende al centro di una vita ancora più creativa e divertente.
Non metto in dubbio che una madre tedesca, quanto una madre italiana, sentano la tipica ansia e la tipica preoccupazione materna, anzi. Quello che ho davanti è solo uno scorcio di vita familiare, che potrebbe benissimo contraddirsi in altre occasioni e in altri contesti, ma quello che percepisco è una sicurezza di fondo, una tranquillità insita nel proprio ruolo di genitore che non sempre riesco a trovare facilmente nei genitori italiani.

E mi fa molta tenerezza, anche perché per quanto sia solo una sensazione, un’apparenza, non ha nulla di finto, anzi. Nessuno sembra sforzarsi a fare quello che fa.
E questo, soprattutto alle ragazze giovani che si immaginano un futuro da mamme, con tutte le preoccupazioni e i dubbi che la cosa comporta, credo possa dare l’esempio di un certo ottimismo e di una grande dose di positività!

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Margherita Sgorbissa

Con sempre il solito imbarazzo delle autodescrizioni, mi presento: sono Mag e sono laureata in mediazione linguistica. Finita la vita in Italia, presto sarò a Berlino per iniziare un nuovo capitolo. Un grande legame che mi ha tenuta stretta alla realtà tedesca è stato sicuramente Berlino Cacio e Pepe Magazine, con cui collaboro dal 2011. Inutile citare la mia grandissima passione per la scrittura e il giornalismo!

4 Responses to “Considerazioni sparse di un’italiana in un parco a Berlino pieno di bambini”

  1. David Rodinò

    Complimenti per la bella analisi e descrizione.È un piacere leggerti.

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  2. Margherita

    Grazie mille David!

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  3. Fabio Nigro

    Bellissima analisi Margherita! e mi trovo in pieno con te….qui a Berlino si respira un’aria di serenità oramai molto rara in Italia!

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  4. Angelo

    Perfetta analisi. Anche io sono stato a Berlino con mia moglie mio figlio e mi sembrava strana questa atmosfera trovata. Ci siamo abituati in fretta ed é stato fantastico.

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