Cosa sappiamo dell’attentato di Berlino con autobomba del 2016

A un anno dall’esplosione dell’autobomba che nel quartiere berlinese di Charlottenburg uccise il presunto trafficante di cocaina Mesut Ter, la polizia di Berlino sembra finalmente disporre di una pista credibile da seguire.

Il 15 marzo 2016, poco prima delle 8 del mattino, il 43enne Mesut Ter, noto trafficante di droga della scena criminale berlinese, muore nella sua Volkswagen su Bismarckstraße, nel quartiere occidentale di Charlottenburg, ucciso da un’autobomba (ne abbiamo scritto qui). Per mesi le indagini proseguono a stento, finché un altro trafficante di droga, già informatore delle forze dell’ordine, fornisce indicazioni alla polizia che vengono subito classificate come credibili. A un anno di distanza dall’episodio, sembra che le forze dell’ordine siano uscite dal vicolo cieco in cui si trovavano: stando a quando riportato da B.Z., il caso dell’autobomba è legato a un altro reato commesso nel 2015.

L’autobomba del 2016 e il nesso con l’aggressione ad Aram M. del 2015

Ibrahim S., nome in codice dell’informatore della polizia di Berlino, definisce l’attentato con autobomba un atto di vendetta legato a una questione di spaccio di droga. Pare infatti che Mesut Ter avesse commissionato un attentato ai danni di Aram M. nel 2015. Il russo Aram M. aveva subito un’aggressione nella sua palestra di arti marziali di Charlottenburg: uno sconosciuto dalla corporatura esile aveva fatto irruzione nella palestra e lo aveva minacciato con una pistola. L’episodio si era concluso con il ferimento di Aram M., colpito a un braccio da un un proiettile. L’aggressore, un colombiano 39enne sospettato di essere un sicario, è stato poi arrestato a dicembre 2016 ad Alicante, in Spagna. Oggi si trova a Berlino in detenzione preventiva.

Le indagini

A seguito delle dichiarazioni di Ibrahim S. circa l’esistenza di un nesso tra l’aggressione ad Aram M. e la morte di Mesut Ter, le forze dell’ordine hanno cercato di contattare lo sportivo russo per interrogarlo, ma di Aram M. non ci sono tracce: sembra che pochi giorni dopo l’aggressione l’uomo abbia lasciato Berlino diretto in Turchia e che si trovi al momento in Russia. Al momento la polizia sta cercando di raggiungerlo utilizzando come tramite l’avvocato dell’uomo. Parallelamente proseguono gli interrogatori degli inquirenti con il colombiano William S.

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Foto di copertina © 105.5 Spreeradio

Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Amo la letteratura, da accanita lettrice e aspirante scrittrice.

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