Germania, compiono 20 anni le “Stolpersteine”, pietre della Memoria dell’Olocausto

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Si trovano in tutta Europa, ma è a Berlino che sono nate, 20 anni fa. Si tratta delle Stolpersteine, pietre in memoria dell’Olocausto poste sui marciapiedi delle città, di fronte alle abitazioni da cui le persone indesiderate al regime nazista (dunque soprattutto, ma non esclusivamente, ebrei) vennero deportate. Il 3 maggio del 1996 veniva posta la prima, grazie a un’idea dell’artista berlinese Gunter Demnig. Sono pietre “da inciampo” (stolpern significa appunto “inciampare”, Stein “pietra”), placche che vogliono commemorare le vittime dell’Olocausto nazista in modo umile, quasi facendo inciampare il passante perso nei suoi pensieri nella memoria di un passato tragico.

Pietre di inciampo. Le prime pietre ufficiali sono state poste nel quartiere di Kreuzberg, ma a Colonia ne erano già state deposte alcune, sebbene senza il permesso dell’amministrazione locale. Ogni placca, di colore dorato, riporta nome, data di nascita, data di deportazione e luogo di morte (spesso un campo di concentramento) della persona cui la Stolperstein è dedicata. Ciascuna pietra è stata applicata davanti all’ultimo domicilio noto dell’individuo. Molto spesso, come è possibile constatare girando per Berlino, davanti ad alcuni edifici ci sono interi gruppi di Stolpersteine, a testimonianza della deportazione di intere famiglie. Nel complesso, sono circa 1.000 i comuni in Germania ad aver deposto pietre di inciampo. Anche Austria, Ungheria, Norvegia, Belgio, Ucraina, Paesi Bassi e Repubblica Ceca hanno appoggiato il progetto. Si calcolano più di 56.000 placche in tutta Europa.

Il senso del progetto. Come spiega sul suo sito web Demnig, il principio che si cela dietro al progetto è quello secondo cui qualcuno viene dimenticato solo se il suo nome cade nell’oblio. Non si vogliono ricordare solamente gli ebrei, ma anche gli omosessuali, i comunisti, i socialisti, i neri, i rom e tutti coloro che sono stati vittime del regime nazionalsocialista. L’obiettivo è dimostrare che i nazisti non hanno raggiunto il loro scopo, non sono stati in grado di sradicare dalla storia finanche la memoria, oltreché l’esistenza fisica, di questi gruppi perseguitati.

L’eccezione di Monaco. Solo a Monaco non è possibile vedere Stolpersteine, nonostante gli oltre 4.500 ebrei periti nel genocidio nazista. La comunità ebraica locale (Israelitische Kultusgemeinde München, IKG), infatti, non ha apprezzato l’idea di Demnig. Charlotte Knobloch, presidente dell’IKG, si è dichiarata sconvolta dal fatto che si possa camminare sulle placche, definendo tutto il progetto come qualcosa di empio e poco rispettoso. Demnig, dal canto suo, ha affermato di aver deposto personalmente 5.000 placche, molte delle quali legate a storie particolarmente toccanti.

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Foto di copertina © Michael Fielitz CC BY SA 2.0

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Giulia Mastrantoni

Laureata in inglese e francese, ama scrivere e viaggiare. Legge come se non ci fosse un domani e, non appena se ne presenta l'occasione, si butta a capofitto in nuove avventure. «Da grande» vuole non doversi mai chiedere: «E se?». Ha pubblicato i racconti "Misteri di una notte d'estate" per la Ed. Montag nel 2015 e "Veronica è mia" per la Panesi Edizioni nel 2016, sulla tematica della violenza psicologica e sessuale.

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