Il nuovo visionario Faust di Bob Wilson al Berliner Ensemble. Impossibile non andarlo a vedere

Photo (C) Lucie Jansch

Quando un’opera letteraria del livello del Faust di Goethe incontra la genialità visionaria di un regista teatrale come Robert Wilson il risultato non può che essere eccezionale. A provare la buonissima riuscita di questa messa in scena del Berliner Ensemble, lo storico teatro di Brecht, ci pensa non solo la critica (ottime le recensioni della stampa tedesca), ma anche il successo di pubblico: tutti i biglietti sono già esauriti fino al 20 di settembre.

Robert Wilson e il Faust. Non è la prima volta che Robert Wilson si confronta con l’opera più grande della drammaturgia tedesca. Il regista texano lo aveva infatti già messo in scena alla Scala di Milano nel 1989, nel 1992 aveva riportato a Berlino la versione di Gertrude Stein dal titolo “Doctor Faustus Lights the Lights” e nel 2008 lo aveva realizzato per l’Opera Nazionale Polacca di Varsavia. La novità di questo nuovo spettacolo è però l’aver portato sulla scena anche la seconda parte del Faust, normalmente rappresentata pochissimo in teatro perché, chi conosce l’opera lo sa, per la varietà delle ambientazioni, l’enorme numero dei personaggi e gli “effetti speciali” che Goethe utilizza, risulta di fatto impossibile da rappresentare. Ma Wilson grazie alla sua incredibile fantasia e la flessibilità con cui muove scenografie e personaggi sul palco non solo c’è riuscito, ma ha creato uno spettacolo indimenticabile, che unisce le due parti della tragedia del Faust di Goethe e nonostante l’inevitabile durata più lunga rispetto a una normale piece teatrale (dura quasi 4 ore), corre verso la fine lasciando più volte lo spettatore letteralmente a bocca aperta.

© Lucie Jansch

Luci e colori indimenticabili. In linea con il suo stile, come accadeva in Peter Pan, gli attori di Robert Wilson salgono sul palco col volto truccato di bianco e gli occhi cerchiati di nero, già questo basterebbe a far calare l’osservatore in un nuova dimensione. In più le luci giocano con le scenografie fantasiose ed ultra-mobili e la composizione ogni volta è così curata da sembrare un bellissimo quadro. Agli abiti principalmente bianchi o neri degli altri personaggi si oppone il rosso dei capelli di Mefistofele, il Diavolo, e nella seconda parte anche il rosso del suo completo di velluto. Questo personaggio, oltre ad essere interpretato da un attore eccezionale (Christopher Nell, lo stesso che in Peter Pan era nei panni di Trilly), non potrebbe essere più vicino al Mefistofele di Goethe: irriverente, irrispettoso, provocatorio, trasformista, terribile assassino ma anche giullare. Per ovviare al problema dei pochi personaggi del Faust I, Wilson ha deciso di far interpretare Margherita a tre attrici e Faust a quattro attori diversi, una tecnica che riesce a far crescere il pathos all’infinito in alcune scene come il celebre monologo iniziale in cui Faust lamenta di conoscere ancora così poco nonostante gli infiniti anni di studio. Il problema non si pone invece nella seconda parte, dove le numerose presenze sul palco permettono di creare scene corali, dove la frenesia e la sovrapposizione delle voci viene interrotta solo dall’arrivo di Elena di Troia, chiamata da Faust perché diventato ormai potente vuole avere accanto la donna più bella di tutti i tempi, che qui appare fine ed elegante nel suo abito bianco come la sua pelle.

Uno spettacolo totale. Ma l’opera di Wilson non si limita solo al teatro. Come succedeva nel Peter Pan, la recitazione si alterna anche qui a brani cantati, composti appositamente per questo spettacolo dal musicista tedesco Herbert Grönemeyer. Si tratta di canzoni piacevoli ed orecchiabili, che rendono tutta l’opera più leggera e scorrevole, venendo interpretate perfettamente dagli attori incredibili dell’Ensemble che si rivelano anche cantanti, ballerini, acrobati, illusionisti… Ma non sono solo questi i motivi per cui vale la pena andarlo a vedere. Un grande critico letterario italiano, Moretti, ha scritto nel suo saggio Opere mondo che il Faust di Goethe, al pari della Divina Commedia o dell’Odissea, è una di quelle opere totali, nelle quali si possono trovare tutte le passioni dell’animo umano. Di fronte al Faust di Robert Wilson al Berliner Ensemble queste passioni si proveranno tutte: si riderà per gli scherzi di Mefistofele, ci si angoscerà per le insicurezze di Faust, si rabbrividirà di fronte alle streghe e gli spiriti che si riuniscono per festeggiare al cospetto del Diavolo la Notte di Valpurga, si piangerà con Margherita la sua disperazione per essere stata sedotta e abbandonata (qui il suo bellissimo e straziante canto). Di sicuro però non si rimarrà impassibili. Con questa opera così complessa Wilson ha tirato fuori tutto il meglio di sé. E il risultato non si scorderà facilmente.

Faust I + II

Berliner Ensemble

Bertolt-Brecht-Platz 1, 10117 Berlin

Prossimi appuntamenti:

22 e 23 febbraio 2017 alle 19

26 e 27 marzo 2017 alle 19

I biglietti si possono acquistare online qui

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Tutte le foto sono © Lucie Jansch

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Sara Trovatelli

Dottoranda in traduzione letteraria, traduttrice, amante del buon cibo, dei viaggi e di tutto ciò che è cultura, vive a Berlino dal 2012 dopo essersene innamorata durante una gita lampo ai tempi del liceo.

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