Berliner Ensemble, la storia dello splendido teatro di Brecht che tutti dovrebbero visitare una volta

Vi sarà capitato qualche volta attraversando il piccolo ponte a nord della stazione di Friedrichstraβe, poco conosciuto come Weidendammer Brücke, di vedere girare su se stesso il grande stemma rotondo in cima a un edificio che sembra un mulino a vento olandese. Qui ha sede uno dei più importanti e attivi teatri della città e con una storia che pochi altri possono vantare: il Berliner Ensemble fondato da Bertolt Brecht.

Dopo il lungo esilio durante il Nazismo e la Seconda Guerra Mondiale, che portarono Brecht prima in Austria e Svizzera, poi in Danimarca e infine negli Stati Uniti, il grande scrittore tedesco dall’ideologia socialista fu accolto a braccia aperte dalla neonata Germania Est. Così nel 1949 decise di fondare insieme alla moglie e attrice Helene Weigel una compagnia teatrale per poter al meglio – e finalmente in libertà – esprimere la propria arte. Sede delle prime rappresentazioni fu il Deutsches Theater, uno dei più antichi di Berlino Est. Ma presto, nel 1954, la compagnia si insediò nel Theater am Schiffbauerdamm, un altro storico teatro a due passi dalla Sprea attivo già dal 1892. Da allora l’Ensemble ha mantenuto questa cornice.

Qui Brecht esercitava il suo lavoro di scrittore e regista, contribuendo a creare una scena culturale di altissimo livello all’interno della DDR. Anche dopo la sua morte, avvenuta già nel ’56, in seguito alla quale la moglie assunse la guida del teatro, questo continuò ad attrarre a Berlino Est giovani interessati ad apprendere la lezione di Brecht dai suoi collaboratori. Come la regista e scrittrice turca Emine Özdamar, arrivata negli anni ’70 da Istanbul per lavorare al fianco di Benno Besson, e che a partire da queste esperienze all’Ensemble ha scritto un libro su Berlino.

Oggi il teatro è una fantastica unione di novità e tradizione. Non dimentica le sue origini, mettendo in scena ogni mese molte tra le opere più famose di Brecht come Die Dreigroschenoper, Furcht und Elend des Dritten Reiches, Mutter Courage und ihre Kinder. Allo stesso tempo propone altri grandi classici come Schiller (Kabale und Liebe) o Kleist (Amphitryon). E li alterna ad opere di gusto più sperimentale come il Peter Pan di Robert Wilson (di cui abbiamo parlato qui).

I prezzi dei biglietti variano molto a seconda della zona, tuttavia poiché il teatro si sviluppa più in altezza che in larghezza, anche dai posti più lontani (che costano intorno ai 10 euro) si ha una buona visuale.

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Anche il teatro di per sé meriterebbe una visita: interamente in legno, con i rivestimenti in velluto rosso e le rifiniture in oro, un enorme lampadario di cristallo in alto… avrà certamente un gusto troppo rococò ma allo stesso tempo fa respirare un’aria di antico e di elegante che ben si sposa con le opere proposte e che ci conduce in un’altra dimensione, confermando quello che una volta ha scritto Max Reinhardt:

“Io credo all’immortalità del teatro. E’ il più beato rifugio per coloro i quali si sono messi segretamente in tasca la loro infanzia e con questo hanno trovato la scappatoia per poter continuare a giocare tutta la vita.”

BERLINER ENSEMBLE

Bertolt-Brecht-Platz 1, 10117 Berlin

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Foto © Berliner Ensemble

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Sara Trovatelli

Dottoranda in traduzione letteraria, traduttrice, amante del buon cibo, dei viaggi e di tutto ciò che è cultura, vive a Berlino dal 2012 dopo essersene innamorata durante una gita lampo ai tempi del liceo.

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