Il Tacheles di Berlino? E’ in vendita per 200 milioni di euro

La cifra è davvero di quelle mostruose: 200 milioni di euro (lo riporta Bloomberg). L’oggetto dell’offerta è il palazzo del Tacheles, simbolo per più di vent’anni della creatività della Berlino riunificata, ma ancora prima sede di tanti altre ere di Berlino (fu anche una delle prime sedi da cui trasmisero televisivamente i giochi olimpici, quelli del 1936 che avvenivano proprio nella capitale tedesca). Verrà buttato giù in ogni caso. In realtà non si vende il palazzo, ma l’area che occupa.

Il palazzo fu sgomberato nel settembre del 2012 dopo una lunga querelle con gli artisti che lo avevano occupato. Il giardino antistante  era stato liberato già qualche mese prima grazie ad un accordo tra gli artisti che occupavano quella zona e la HSH Nordbank, la banca di cui August Jagdfield, proprietario di tutta l’area, era (ed è tuttora) debitore.

La chiusura del Tacheles è tuttora l’emblema della gentrication a Berlino, quel processo di imborghesimento sia sociale che urbanistico che sta rendendo la città sempre meno spontanea e più cara. Oranienburgerstrasse, un tempo strada principale di un’intera area da riqualificare (era Berlino Est), dopo aver sfruttato l’attenzione dei tanti artisti e locali che avevano deciso di farne la loro sede grazie anche al costo degli affitti bassi, ora è una tranquilla zona residenziale (ne ha parlato Stefano Casertano in questo documentario). Se ne lamentano spesso i ristoratori (gli stessi che non vedevano l’ora che il Tacheles chiudesse), ma ormai è troppo tardi. Per il Tacheles invece un futuro c’è. E’ a Marzhan, non sarà la stessa cosa (si chiamerà MAP), ma quantomeno è qualcosa. Ne abbiamo parlato qui. 

Foto di copertina: Kunsthaus Tacheles, ©OkinAttribution-Share Alike 3.0 Unported

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