Salsiccia e pecorino sardi, Cannonau e Vermentino: a Berlino arriva un’eccezionale serata di cibo e teatro dedicata alla Sardegna

Teatro S'Arza

Il Teatro S’Arza arriva a Berlino per una serata all’insegna dell’arte e del buon cibo, tutto rigorosamente sardo.

Ci saranno cibo e vino, senza dubbio, ma ancora di più ci sarà il teatro: parliamo della serata Gebiet und Identität di domenica 5 agosto presso il Theater O-TonArt di Berlino (Kulmer Str. 20A,  Kreuzberg) organizzata dalla compagnia sassarese Teatro S’Arza. Se dello spettacolo  – suddiviso in due diversi testi, Tzia Birora e Racconti di paesi lontani e arricchito da un video sui carnevali tradizionali sardi- vi abbiamo parlato in questo articolo (ma ne riparliamo anche più giù), stavolta ci concentriamo sul menù della degustazione successiva alla messa in scena .

Da mangiare: salsiccia, pecorino DOP e formaggio ovino

La salsiccia sarda, o saltizza, o sartizza, è un salume stagionato ottenuto da carni suine fresche, consistenti e di qualità (suini da 10/12 mesi dal peso di 140/180 Kg). È composta da un giusto equilibrio di parti grasse e magre aromatizzate; il prodotto si presenta con forma tipo “ferro di cavallo” e con pezzatura media unitaria di 400/550 gr. Il pecorino sardo è un formaggio di lunghissima tradizione storica culturale assieme all’allevamento della pecorache sull’isola ha tradizioni antichissime. Il Pecorino Sardo DOP è prodotto con latte di pecora sardo pastorizzato, caglio, sale, fermenti lattici e viene commercializzato in due versioni: una giovane (o fresco) ed una maturo (stagionato). Il pecorino Sardo DOP giovane ha circa 1-2 mesi, mentre quello maturo ha più di 6 mesi ed è l’unico formaggio prodotto in Sardegna a poter vantare questa denominazione. Tutte le altre varianti (pecorino prodotto in Sardegna, Formaggio Sardo, Formaggio di Pecora Sardo) hanno lo scopo di richiamare la denominazione DOP, senza però sottostare alle dure condizioni dettate dal disciplinare di produzione.

Da bere: Cannonau, Vementino e Monica di Sardegna

Il Cannonau (altrimenti detto Cannonao, Garnacha, in spagnolo e Grenache in francese) è il vitigno a bacca nera più diffuso in Sardegna. La coltivazione di questo vitigno è diffusa in tutta l’isola ma concentrata nelle zone più centrali del territorio. Ma c’è di più: in occasione degli scavi condotti nel 2002 a Borore nel sito archeologico di Duos Nuraghes, sono stati rinvenuti centinaia di vinaccioli di vite (i semi contenuti in un acino d’uva), antichissimi, carbonizzati dal tempo, databili intorno al 1200 avanti Cristo, 3.200 anni fa. Questa scoperta – che ha portato alla ribalta nazionale il sito di Duos Nuraghes – oltre a dimostrare che le popolazioni nuragiche coltivavano la vite e producevano vino, ha permesso di capire che il “Cannonau sardo, che fino ad oggi si pensava fosse stato importato dalla Spagna, è di una varietà diversa da quella iberica e potrebbe essere viceversa originario della Sardegna ed esportato quindi in Spagna. Oggi, con le recenti scoperte archeologiche, si può affermare con certezza che con l’arrivo dei Fenici, in Sardegna la coltivazione e domesticazione della Vitis vinifera era già conosciuta. Il Vermentino di Sardegna è un vino DOC la cui produzione è consentita nelle province di Cagliari, Nuoro, Oristano e Sassari, è un vino
dal colore che va dal bianco carta al giallo paglierino tenue, con riflessi verdolini, brillante.
odore: profumo caratteristico delicato e gradevole.

Il Monica di Sardegna è un rosso DOC ottenuto da uve Monica, asciutto, dal profumo intenso e gradevole. Al palato si presenta asciutto, sapido con caratteristico retrogusto.

Da gustare con gli occhi: i due spettacoli Tzia Birora e Racconti di paesi lontani

Cibo e bere sono accompagnatori di un vero ospite d’onore: il talento del Teatro S’Arza nel raccontare e rimodernare storie della tradizione italiana o sarda tout court. Con un unico biglietto infatti si ha modo di assistere ai i due spettacoli Tzia Birora e Racconti di paesi lontani nonché ad un video sui carnevali tipici sardi. Il primo spettacolo si intitola Tzia Birora, è tratta da un racconto della grande Grazia Deledda, Premio Nobel nel 1927, ed è un mix di canti, danze e monologhi con parole “negre”, ovvero comprensibili solo alla protagonista. È la storia di una donna sarda che si sveglia, ma non riconosce il posto dove si trova. Lentamente, guardando gli oggetti che ha intorno, ricostruisce la sua vita fino a scoprire come e perché non aveva inizialmente memoria di nulla. Ad interpretare la donna è Maria Paola Dessì. La seconda messa in scena, dopo una pausa, si intitola Racconti di paesi lontani e rielabora un vecchio testo teatrale ebraico mischiandolo con la tradizione sarda. Nell’originale racconto chassidico si parlava di due amici che si erano giurati, se avessero avuto uno un figlio maschio e l’altro femmina, di farli sposare quando sarebbero diventati adulti. Anni dopo però l’accordo non viene rispettato e a subirne le tragiche e mistiche conseguenze sono proprio i due giovani. Nella versione del Teatro S’Arza la trama ruota intorno ad un ragno, il cosiddetto S’Arza, in cui si è incarnato un giovane del posto. La rappresentazione è in sardo/italiano, mentre ad d interpretare i due innamorati sono Stefania Dessì e Stefano Petretto. Entrambi gli spettacoli sono realizzati con la collaborazione drammaturgica di Renata Molinari.

Gebiet und Identität

domenica 5 agosto 2018, ore 19.00

spettacolo in sardo/italiano

presso il Theater O-TonArt

Kulmer Str. 20A,  Kreuzberg – Berlin

Ingresso 15 € (comprende i due spettacoli e la degustazione di cibo)

Biglietti acquistabili in prevendita direttamente presso il Theater O-TonArt o online qui

Posti limitati

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