Da Torino a Berlino in Trabant per celebrare 30 anni senza Muro, parte l’avventura di 5 italiani

©Vetatur Fumare CC By SA 2.0

Dalla passione per i viaggi e le Trabant è nato Trabantiamo 

Ventiquattro anni, la passione per il viaggio e un amore in comune: quello per la Trabant, l’iconica macchina guidata nei viaggi di tutti i tedeschi che hanno vissuto nella Germania dell’est durante gli anni della DDR. Nasce così Trabantiamo, l’avventura di Francesco Pieretti e Giulio Carello, due amici che hanno deciso di intraprendere un viaggio attraverso i luoghi che hanno hanno diviso il mondo tra Est e Ovest fino al 1989. Ultima tappa non poteva che essere Berlino, la capitale tedesca che il prossimo 9 novembre festeggerà i 30 anni dalla caduta del Muro. 

5000 chilometri e sei nazioni: le tappe di Trabantiamo 

La passione comune per la macchina simbolo della Germania dell’Est nasce durante un viaggio a Budapest, quando «una tedesca rapisce il cuore» di Giulio, come si legge sull’account Instagram ufficiale del viaggio. La tedesca in questione non era altro che una Trabant P601 e da qui l’idea di acquistarne una, cercare sponsor e pianificare un viaggio senza precedenti. I due amici sono partiti lo scorso 27 giugno da Torino alla volta di Austria, Slovacchia, Ungheria, Repubblica Ceca e, ovviamente, Germania. Giulio e Francesco hanno già toccato luoghi rappresentativi della storia contemporanea come le foibe di Basovizza, il campo di concentramento di Mathausen e nei prossimi giorni si dirigeranno verso il Museo Trabant di Praga, Lipsia, la fabbrica delle Trabant e molti altri. 

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Day 1. 27 giugno. Sono le 9 del mattino. Il portone del garage dove la Trabant è gelosamente custodita è appena stato aperto. I primi raggi di luce si infilano tra le due porte di acciaio, illuminando il faro destro della Trabi. Pareva quasi fosse lì ad aspettarmi con gli occhi aperti dopo una notte agitata e povera di sonno, pronta ed emozionata per il grande viaggio di cui sentiva parlare ormai da mesi. Pronti, via. L’aria viene tirata, la chiave si gira e il motore due tempi, con una timida sfumacchiata, si mette in moto. L’avventura ha inizio, e tutto comincia dal Museo dell’auto di Torino. Alle 10 la macchina viene orgogliosamente esposta davanti all’entrata del @mautotorino , impersonificando a tutti gli effetti il concetto di prima donna. Un vero e proprio successo. Dopo una miriade di fotografie di rito, strette di mano, auguri di buona fortuna e le ultime inevitabili raccomandazioni di mamme un po’ preoccupate finalmente, sotto un caldo infernale, la chiave torna a girarsi. E questa volta si sarebbe fermata solo per qualche foto durante il tragitto. E così fu, perché dopo una breve pausa dalle parti di Chivasso a casa di amici, la nostra piccola grande eroina, sfidando le perplessità e i timori che avevano preceduto la partenza, ha raggiunto come una vera campionessa la prima tappa chiudendo nel migliore dei modi una giornata di festa indimenticabile. Dopo 197 km e un intero pieno siamo arrivati a Rozzano, dove abbiamo lasciato riposare la nostra piccola accanto agli uffici che a settembre le dedicheranno su Ruoteclassiche uno spazio che una signora della sua età merita.

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Day 2, 28 Giugno. “Ragazzi, sono solo le 7 e già si muore”. Così é cominciato il nostro secondo giorno di avventura, a Milano, con lo spauracchio di poter rivedere segnati i 41.5° che avevamo trovato tra le risaie di Vercelli. Non ci resta che partire. Ore 8.59. Con una puntualità piemontese doc, ci presentiamo davanti ai cancelli della Domus dove Olga, la nostra Trabi che prende il nome dalla mitica Nonna Olga, ha potuto riposare serenamente tra una serie 8 spider e un bellissimo 911, compatriote più giovani e un po’ più sportive. Ultimi scatti prima della partenza e via! Verso l’infinito e oltre! Anzi, no. Olga ha sete, pertanto, subito a dissetarla! Benzina, olio e via! Come piccoli scienziati intenti a preparare una pozione, sotto lo sguardo sbalordito ed incredulo dei presenti, la miscela è servita! Ora si, si possono allacciare le cinture e impostare il navigatore. Gargnano, arriviamo! Così, dopo 200 chilometri di autostrada, destreggiandoci tra camion bulgari e slovacchi sfareggianti e festosi, giungiamo a destinazione. Dopo il caldo torrido ed il traffico intenso, troviamo ad attenderci un vero e proprio angolo di paradiso. Siamo all’Hotel Gardenia al Lago, Gargnano, dove la gentilezza, il relax, la buona cucina, la passione per i dettagli ( e soprattutto per le auto, possibilmente storiche ) sono di casa. Un tuffo nel lago, aperitivo e pranzo in terrazza col nostro amico Giorgio e rieccoci pronti a scatenare sull’asfalto delle gallerie che furono protagoniste dei film di James Bond tutta la potenza inaudita di Olga. Grazie a questi posti incantevoli, la sessione fotografica del secondo giorno può considerarsi più che soddisfacente. Sarà dura ripartire, ma ci aspetta un lungo viaggio, con nuove tappe, nuove persone e nuove storie da raccontare. Pronti a trabantare insieme a noi? E allora, #trabantiamo ‼️

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Day 3 Alcuni raggi di sole, come se stessero a giocare con la persiana, illuminavano debolmente la stanza riflettendo il movimento dell’acqua del Lago sul soffitto. Sono le 8. Sembra un paradiso. Aria condizionata, silenzio, letto comodo. Insomma un vero e proprio lusso, ben lontano dal piccolo e grazioso forno a quattro ruote posteggiato trionfalmente davanti all’entrata dell’Hotel Gardenia al Lago. Il dovere, nostro malgrado, ci chiama. E così in quattro e quattr’otto siamo in piedi, freschi, rilassati e pronti per una nuova ed avvincente giornata di viaggio. Rinvigoriti dal meraviglioso soggiorno e da una ricca colazione in terrazza, salutiamo Giorgio col sole in faccia e una leggera brezza che accompagna Olga verso la nostra nuova meta. Ripercorriamo con entusiasmo le sponde del lago, fino a giungere a Loppio, dove facciamo visita a casa di amici. Dopo un fantastico pomeriggio di festa ed animate discussioni riguardanti la passione per le automobili è ora di ripartire, sfoggiando in tutta la sua potenza la grandiosa Olghina. Tiro l’aria, giro il contatto e… Nulla. “Olga, nun fa la stupida stasera…”. Ma di stupido ce n’era uno solo, quel pirla di Giulio, che aveva pensato bene di lasciare i fari accesi… Sarà il caldo o un principio di rimbambimento, comunque, grazie al fedele booster sempre vigile e presente l’operazione viene ripetuta, questa volta con successo. Con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia, si riparte! Dopo strade incantevoli tutte curve e saliscendi ricchi di vigneti, DOPO CIRCA 220 km di viaggio, eccoci giunti in un altro angolo di paradiso nelle generose colline del prosecco tra Conegliano e Valdobbiadene: all’agriturismo della cantina Borgoluce a Susegana!

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Trabantiamo, un team di giovanissimi

Ad accompagnare Giulio e Francesco durante il loro viaggio partito niente di meno che dal Museo dell’Auto di Torino saranno anche Stefano Steinleitner ed Enrico Viora, rispettivamente 22 e 23 anni, assieme a Umberto Iattoni, il fotografo ventiquattrenne incaricato di raccogliere immagini della bella impresa. È stato proprio quest’ultimo a coniare il termine Trabantiamo, nome anche dell’account Instagram dei giovani viaggiatori. 

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Day 6 Rinvigoriti da una bella e profonda dormita, ci risvegliamo nella cornice di quiete e pace che ci aveva accompagnato nella sera del giorno prima. Mi pare impossibile, ma fa fresco, e col sole che gioca a nascondino con le nuvole e la tipica arietta di montagna ci vediamo costretti a coprirci per bene con jeans e maglione. Ahimè è ora di ripartire, e pensandoci un po’ non vi è stato giorno in cui volessimo allungare la nostra permanenza in qualche tappa. Ma prima, è doveroso scendere ed ammirare il lago di Attersee da riva. E via di nuovo con curve, tornanti e zone di verde perfettamente curate che potete ammirare nei film o nei manifesti austriaci. Eravamo pronti a partire, doveva essere solo qualche foto… Ma quella spiaggetta in riva al lago con quei colori che potevano ricordare il mare della Sardegna riesce a stregarci, ritardando di un poco la partenza permettendoci una nuotata spensierata e, da buoni italiani, due calci ad un pallone trovato lì vicino. Un piccolo picnic ed ora si, si deve proprio andare. Come già accennato nel precedente resoconto, ci dirigiamo verso Salisburgo, a 30 minuti da dove abbiamo soggiornato insieme ad Olga. Una volta giunti a destinazione, la classica parata della mitica Trabi seguita dal Vito @Gino ha inizio. E dopo qualche divieto di sosta, qualche passaggio un po’ illegale in aree pedonali siamo pronti a ripartire. Destinazione: Linz, terza città austriaca per grandezza. Olga si rivela nuovamente una campionessa, ed i nostri due eroi giungono sani e salvi a destinazione, provati nonostante il relax iniziale di una giornata caratterizzata dalle quasi 4 ore di guida e i 260 chilometri percorsi. È ora di andare dormire. Ci aspetta una giornata di viaggio e di storia veramente incredibile. A domani, in compagnia di Olga, verso il campo di concentramento di Mauthausen e la capitale austriaca Vienna! E come sempre, tutti insieme, TrabanTiamo!

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Leggi anche: 5 cose da fare a Berlino per rivivere i tempi della DDR

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Immagine di copertina: ©Vetatur Fumare CC By SA 2.0

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