A Berlino la mostra multimediale sul traffico di eroina dall’Afghanistan verso l’Occidente

Volti di spacciatori, tossicodipendenti, prostitute, soldati di frontiera e poliziotti: questi sono i protagonisti del progetto multimediale Poppy. Trails of Afghan Heroin, frutto del lavoro ventennale dei fotografi Robert Knoth e Antoinette de Jong sulla problematica sociale del traffico di eroina dall’Afghanistan verso l’Occidente, in mostra presso C/O Berlin dal 16 luglio al 25 settembre 2016. Oltre ai suddetti volti, protagonisti del progetto sono anche i luoghi dell’antica via della seta, in passato rotta commerciale e di scambio culturale. Oggi la tratta di collegamento tra Oriente e Occidente versa nella miseria e appare in uno stato di desolazione assoluta: traffico di droga (dall’Afghanistan verso l’Europa occidentale passando per Asia centrale, Russia, Balcani, Africa occidentale e Dubai), riciclaggio, corruzione, prostituzione, guerre tra bande e propagazione epidemica dell’AIDS contraddistinguono questi luoghi.

Poppy. Trails of Afghan Heroin. La mostra consiste in un’installazione multimediale di 45 minuti, in cui Knoth e de Jong hanno integrato video e fotografia, sfruttando anche la tecnologia della proiezione multischermo: «Per noi era l’unico modo di assemblare tutto il materiale raccolto in più di vent’anni di ricerca, allo scopo di dare una lettura complessiva di questa problematica sociale» spiega Knoth. L’installazione è corredata di cartine e pannelli esplicativi. Con questo progetto Knoth e de Jong, fotogiornalisti di fama internazionale, richiamano l’attenzione sul turbine di violenza, ingiustizia e caos che regna lungo la tratta del commercio di eroina e fanno luce sulla portata del problema. Si inizia dagli anni ’80, quando in Afghanistan il contrabbando di oppio ed eroina è volto all’acquisto di armi per combattere l’Unione Sovietica. Con l’occupazione dell’Afghanistan da parte degli Stati Uniti aumenta la produzione di oppio nel Paese. Oggi l’Afghanistan produce il 90% della quantità di oppio mondiale: 15 milioni di persone al mondo consumano eroina afghana.

Le tre mostre di C/O Berlin che reinventano la fotografia. Poppy fa parte di un gruppo di tre mostre inaugurate parallelamente il 15 luglio 2016 presso C/O Berlin. I tre progetti sono accomunati da uno spirito documentaristico: oltre all’installazione multimediale di Knoth e de Jong sul traffico di eroina dall’Afghanistan verso l’Occidente, C/O Berlin ha inaugurato Method di Sasha Kurmaz, forma di intervento artistico nello spazio pubblico (ne abbiamo scritto qui), e Out of Camp di Adam Jeppesen, reportage fotografico di un viaggio dal Polo nord al Polo sud (ne abbiamo scritto qui). Benché si tratti di tre esposizioni estremamente diverse per contenuto, unica è l’essenza che le contraddistingue, ovvero la reinterpretazione del medium fotografico. I tre progetti mirano ad ampliare il significato della fotografia, scoprendo e testando nuove possibilità di visual storytelling. Le tre mostre rimarranno aperte al pubblico dal 16 luglio al 25 settembre 2016.

Alcune immagini del progetto multimediale di Robert Knoth e Antoinette de Jong:

© Robert Knoth, Antoinette de Jong: Poppyfield in Balkh province, Afghanistan, 2003
© Robert Knoth, Antoinette de Jong: Poppyfield in Balkh province, Afghanistan, 2003
© Robert Knoth, Antoinette de Jong: The M42 from Osh to Bishkek is a major smuggling route through Kyrgyzstan. The national Drug Control Agency says the amount of Afghan opiates entering the country has tripled in the last year. 2009, Kyrgyzstan.
© Robert Knoth, Antoinette de Jong: The M42 from Osh to Bishkek is a major smuggling route through Kyrgyzstan. The national Drug Control Agency says the amount of Afghan opiates entering the country has tripled in the last year. 2009, Kyrgyzstan.
© Robert Knoth, Antoinette de Jong: Bahador, 36 years, (kale man, groot) from Osh, tested positive for Hiv in 2003. He is serving an eighteen year sentence for banditry and prison break. He is still using heroin and says his doctors have told him not to switch to methadone because he hays too many illnesses. Two years ago, he says, he could not walk because of the hemorrhoids. “I don’t have the desire to shoot heroin, but the pains force me”.
© Robert Knoth, Antoinette de Jong: Bahador, 36 years, (kale man, groot) from Osh, tested positive for Hiv in 2003. He is serving an eighteen year sentence for banditry and prison break. He is still using heroin and says his doctors have told him not to switch to methadone because he hays too many illnesses. Two years ago, he says, he could not walk because of the hemorrhoids. “I don’t have the desire to shoot heroin, but the pains force me”.
© Robert Knoth, Antoinette de Jong: Anwar was buried on the side of the road. Addicts are not allowed to be buried in an ordinary graveyard. Peshawar 2004, Pakistan.
© Robert Knoth, Antoinette de Jong: Anwar was buried on the side of the road. Addicts are not allowed to be buried in an ordinary graveyard. Peshawar 2004, Pakistan.
© Robert Knoth, Antoinette de Jong: Julia and her mother Vlada have prepared the fixes. With their friends and customers Lena and Sergei they squabble about who gets how much.
© Robert Knoth, Antoinette de Jong: Julia and her mother Vlada have prepared the fixes. With their friends and customers Lena and Sergei they squabble about who gets how much.

Poppy. Trails of Afghan Heroin

Robert Knoth, Antoinette de Jong

dal 16 luglio al 25 settembre 2016

C/O Berlin – Amerika Haus: Hardenbergstraße 22-24, 10623 Berlino

Orari di apertura: tutti i giorni, dalle 11.00 alle 20.00

Biglietti: € 10 (intero) / € 6 (ridotto)

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Foto di copertina © Robert Knoth, Antoinette de Jong: The Ismaili Muslims are the poorest of the poor and entire villages in the district have become addicted to opium as an escape from hunger and illness. The spiritual leader of the Ismailis, the Agha Khan, has banned cultivation and trading of opiates.

Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Amo la letteratura, da accanita lettrice e aspirante scrittrice.

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