A spasso per Berlino, guida storico-letteraria della città per scoprirla in modo non convenzionale

A spasso per Berlino

Berlin ist vielleicht die einzige Stadt, wo die sogenannten genialen Menschen nicht für Narren gehalten werden
(Berlino è forse l’unica città dove i cosiddetti uomini geniali non sono considerati dei folli)

Clemens von Brentano

Berlin ist eine Stadt, verdammt dazu, ewig zu werden, niemals zu sein
(Berlino è una città condannata sempre a divenire, mai ad essere)

Karl Scheffler, critico d’arte e giornalista

Si apre con queste due significative citazioni «A spasso per Berlino», guida storico-letteraria della città scritta da Vincenzo De Lucia, insegnante di lingua e letteratura tedesca ed esperto di lungo corso di cultura germanica.

Un incipit significativo, che evidenzia due tratti fondamentali della capitale tedesca. La sua forte predisposizione all’anticonformismo e alla creatività e la sua natura in perenne movimento. In continuo divenire urbanistico, storico e intellettuale, vissuto sempre come opportunità e mai come limite.

La guida

A partire da queste premesse, l’autore delinea il piano programmatico della guida, che si propone di accompagnare il visitatore per la città, scortandolo attraverso le narrazioni di grandi personaggi della letteratura, dell’arte e della storia berlinese e tedesca. Bertold Brecht e Albert Einstein. Rosa Luxemburg, Franz Kafka e Heinrich Von Kleist. De Lucia ripercorre le loro orme. «I luoghi che hanno frequentato, scoprendo angoli nascosti, un po’ fuori dalle tappe obbligate del turismo di massa ma paradigmatici della storia culturale e della vita berlinese». L’idea è offrire un’alternativa a chi non si accontenta della «Berlino turistica e kitsch dei pezzettini di Muro in vendita alla Porta di Brandeburgo. Dei turisti che si fanno fotografare in compagnia di giovanotti con le divise dei Vopos, la temuta polizia dell’ex DDR» per cercare invece di «fornire al lettore un contributo per decodificare la complessità di questa straordinaria città».

L’itinerario

Un progetto ambizioso, che si snoda lungo 14 capitoli in cui si racconta una Berlino nascosta, perlopiù esclusa dai grandi itinerari commerciali fatti di solo di currywurst e selfie a Checkpoint Charlie. Ogni quartiere, ogni angolo di città, viene tematizzato attraverso le parole dei personaggi celebri che vi hanno abitato. Che li hanno animati con la loro attività politica o li hanno descritti con la loro prosa giornalistica. I loro romanzi e la loro arte. Si comincia da Potsdamer Platz, fin dagli inizi del XX secolo crocevia materiale e simbolico dell’ultra modernità e della frenesia capitalista.

Si prosegue con il Ku’damm, che negli anni ’20 vive i suoi anni d’oro e, con i suoi teatri, le sue case editrici, i suoi caffè. È il cuore pulsante dell’Europa letteraria dell’epoca (anche Luigi Pirandello, nel 1928 a Berlino, frequenta in zona il celebre Romanisches Cafè). Si va alla scoperta della Berlino ebraica nel cosiddetto Scheunenviertel (il quartiere dei fienili), in pieno Mitte, attraverso l’opera di tolleranza di un grande filosofo ebreo-tedesco del ‘700, Moses Mendelssohn.

I luoghi

Ci si muove nell’area che circonda Nollendorfplatz, da più di un secolo zona libertaria e punto di incontro della comunità LGBT. Si vaga per Prenzlauer Berg insieme alla grafica e scultrice Käthe Kollwitz, che lì trovava i modelli per le sue opere, tra le famiglie operaie del vicinato. Si ripercorrono i luoghi di Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg, numi tutelari del partito comunista tedesco. Fino al barbaro assassinio della studiosa e rivoluzionaria, gettata nel 1919 dai cosiddetti Freikorps del governo Ebert nel Landwehrkanal, nei pressi di Zoologischer Garten.

E ancora. C’è Alexanderplatz, nel celebre romanzo omonimo di Alfred Döblin, poi bruciato sui roghi di libri dei nazisti. C’è la Moabit degli anni giovanili di Kurt Tucholsky, giornalista e scrittore dalla penna affilata. Usata sempre per mettere alla berlina le ipocrisie borghesi e denunciare i pericoli del nazionalismo e del militarismo tedeschi. C’è Kreuzberg, rivissuta mediante un suo illustre abitante, lo scrittore Theodor Fontane. E c’è il quartiere bavarese, a Schöneberg dove Albert Einstein trascorse quasi tutti i suoi anni berlinesi. Negli ultimi capitoli, infine, De Lucia racconta la Berlino di Bertold Brecht. Il soggiorno di Franz Kafka a Steglitz. Segue le orme di un grande scrittore come Von Kleist, dalla sua abitazione in Mauerstraße fino a Wansee, luogo del suo suicidio a soli 34 anni, con l’intima amica Henriette Vogel.

Un viaggio intenso, tra i quartieri della città e nella sua storia, che rivela almeno una piccola parte dei tanti, affascinanti, a volte contraddittori volti di Berlino.

L’autore

Vincenzo De Lucia insegna Lingua e Letteratura tedesca al liceo Guacci di Benevento. Relatore in diversi convegni internazionali presso le università di Lipsia, Amsterdam e Bratislava, ha collaborato nel 2003 con il Museum Europäischer Kulturen di Berlino.Ha pubblicato numerosi libri e articoli sulla relazione italo-tedesca. Italia-Germania, una relazione particolare; Paradies der Kontrasten (sulla storia della città di Napoli e la sua arte presepiale, Waxmann Verlag). Incontrarsi e potersi capire (edizioni Melagrana). Si è occupato di problematiche interculturali come ricercatore dell’A.N.S.A.S (ente di ricerca del MIUR) e ha tradotto dal tedesco numerose opere letterarie.

A spasso per Berlino. Guida storico-letteraria della città

Vincenzo De Lucia

Casa editrice: Midgard (www.midgard.it)

Prezzo: 16,50 €

Il libro è acquistabile a questo link


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Immagine di copertina: © Bundesarchiv, Bild – CC-BY-SA 3.0

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