I bambini di Berlino raccontati in 10 punti da una babysitter italiana

©Danny Rose

Dal momento che il “lavoro dei sogni” per noi italiani scarseggia anche qui in Germania, mi guadagno da vivere come baby sitter. Occuparsi di bambini in una metropoli come Berlino, significa confrontarsi con famiglie provenienti da diversi paesi, con differenti tradizioni, religioni, lingue.
Poco importa, però, se i bambini sono tedeschi, italiani, francesi, turchi, se vivono nei quartieri alti di Berlino Ovest o nel borghesissimo Prenzlauer Berg o ancora nel multiculturale Kiez di Neukoelln: nessuno è esente da un processo di “teutonizzazione” che conduce ad esiti più o meno assurdi e che mi è capitato di osservare o vivere in prima persona.

1. I bambini si temprano #1

Che il termometro segni più 20° o meno 20°, i bambini berlinesi vengono portati al parco a giocare; d’estate vengono poi abbandonati a se stessi a giocare in mutande (stando ai parametri di un italiano) negli spielplatz (gli angoli gioco dei parchi) o nei pressi di qualche fontana bagnandosi e spesso poi rotolandosi nella sabbia attigua (molti spielplatz hanno anche la sabbia). Se uno chiede ad una mamma tedesca il perché di tutta questa libertà e che, se è vero che è estate, voi comunque avete il giacchettino e lo scialle (è estate berlinese) vi diranno “Così si temprano”. D’inverno invece si possono incontrare gli stessi bambini mentre tentano di costruire un castello con la sabbia ghiacciata, completamente avvolti da una tuta da sci. Così bardati a volte capita che le mamme sbaglino e prendano il figlio sbagliato.

2. I bambini si temprano #2

Dopo aver affrontato lo spielplatz d’inverno ed essere sopravvissuti alle gelate, arriva la primavera. I bimbi si rotolano nella sabbia e mangiano pugni di terra? Non c’è problema, si sputa e si torna a giocare belli sporchi come se nulla fosse. A distanza di cinquanta metri la mamma osserva orgogliosamente il piccolo “Crescerà sano e forte”.

3. I bambini si temprano #3

Se il bimbo è sopravvissuto alla razione quotidiana di sabbia ingerita, può sempre capitare che caschi dallo scivolo, dalla bicicletta o che abbia la peggio in una rissa all’asilo.
Niente panico. Ho visto mettere punti di sutura a bambini di due anni che, ormai avvezzi al Pronto Soccorso, non versavano lacrime. I più audaci non chiedono nemmeno la caramella al dottore dopo la visita.

4. I bambini e il PIL

Se giocate con un bambino a fare la spesa, a riservare una camera d’albergo o ad acquistare un qualsiasi oggetto, lui non solo vi chiederà se preferite pagare in contanti o carta, ma vi rilascerà regolare fattura. Storia vera.

5. I bambini e il distacco

Volete uscire con le amiche e non sapete dove lasciare il bebè mentre sorseggiate un caffè e vi fumate una sigaretta al bar? Non ci sono problemi, i bimbi possono essere lasciati fuori dal locale ad aspettarvi mentre dormono nelle loro carrozzine, sperando di non essere rapiti. Va detto: i tedeschi non sono genitori apprensivi, perché sono stati cresciuti nella stessa indipendenza che insegnano ai loro figli.

6. I bambini e il senso civico

Se mamma e papà si spostano solo in bicicletta anche l’infante verrà educato alle due ruote sin dalla tenera età. E quando finalmente avrà il suo primo triciclo di legno, senza pedali, che condurrà pericolosamente sulla pista ciclabile, lo parcheggerà legandolo ad un albero.

7. I bambini BIO

Dimenticate i bambini urlanti e capricciosi che si vedono spesso al supermercato e non aspettatevi di vedere carrelli pieni di biscotti, Nutella e gelato. Il bimbo berlinese a quattro anni fa la spesa al biomarkt, compra solo frutta e verdure di stagione rigorosamente provenienti dal Brandeburgo (bambino a chilometro zero) e beve i succhi di frutta di gusti improponibili, come rabarbaro o bietola.

8. I bambini e il senso estetico

D’accordo, sono bambini…ma perché non educarli al buongusto?
La totale assenza di stile del tedesco adulto medio si riflette drammaticamente sui bambini che, abbandonata la tuta da sci, divisa invernale d’ordinanza, richiesta anche all’asilo, si godono la primavera indossando scarpe da tennis, leggings, vestitini, magliette, felpe, un fazzoletto triangolare sulla gola (davvero non ne comprendo l’utilità, non è né un foulard né una sciarpa, dopo anni ancora mi domando il perché…). Il tutto è ovviamente scelto a caso, senza alcun abbinamento di fantasie e colori. A coronare il tutto, il caschetto da bici. Incollato alla testa anche quando camminano.

9. I bambini e la “schiscetta”

Come fosse impossibile o proibito aver sete o fame mentre si è all’aperto e quindi decidere di acquistare qualche cosa in un supermercato, il bimbo berlinese affronta il mondo equipaggiato di zainetto contenente un panino o un frutto e la borraccia con l’acqua.
Non ho idea di cosa accada una volta terminate le provviste a disposizione. Ma ho il sospetto che le razioni siano perfettamente programmate per il tempo che si è pianificato di stare in giro,

10. I bambini con mamma e papà

Ebbene sì, il fatto che io sia una baby sitter, rappresenta un’eccezione. Premesso che mamma e papà lavorano, entrambi hanno la possibilità di occuparsi dei bambini in pari misura potendo contare su un congedo parentale a testa, quando la famiglia aumenta. Inoltre la parità dei ruoli qui a Berlino non è nemmeno in discussione. Al parco o per strada si incontrano quasi esclusivamente bambini accompagnati dai genitori al parco, a scuola, al supermercato alle ore più improbabili della giornata, probabilmente grazie ad una gestione sensata degli orari di lavoro. Pochi i nonni e poche e baby sitter, solo bimbi e genitori contenti di trascorrere del tempo insieme. Si potrà anche sorridere del loro diverso modo di educare i bambini, ma non c’è dubbio che il sistema si preoccupi delle loro giovani leve molto più del nostro

LEGGI ANCHE LA GUIDA PER FARE LA RAGAZZA AU PAIR IN GERMANIA SCRITTA DA CHI L’HA GIA’ FATTO.

LEGGI ANCHE 10 SITUAZIONI ASSURDE CHE TI PUO’ CAPITARE DI VEDERE A BERLINO

Banner Scuola Schule

Related Posts

  • Maggio 1972: la Rai si reca in Germania per raccontare il fenomeno dell'immigrazione italiana e registra un servizio diventato più che mai emblematico. Grazie al patto bilatera Italo-Tedesco del 1955, centinaia migliaia di italiani si spostarono in Germania dell'Ovest per soddisfare la grande richiesta di manodopera delle fabbriche tedesche. Solo…
  • La mia esperienza in un università tedesca. Quali le differenze rispetto al sistema universitario italiano? Non ci sono state discussioni o strette di mano coi relatori (chi li ha più visti quei due?). Non ci sono stati brindisi con amici e parenti, corone di alloro, foto imbarazzanti attaccate in facoltà.…
  • In pochi lo sanno o se ne sono mai accorti, ma in ben 13 delle 16 regioni tedesche è illegale ballare in pubblico dal venerdì santo alla domenica di Pasqua. Succede in rispetto alla comunità cristiana del Paese, circa due terzi della popolazione. Il venerdì e la Domenica sono i giorni…
  • Chi visita Berlino per la prima volta e passeggia per i quartieri residenziali di Prenzlauer Berg, Friedrichshain e Mitte o anche in quelli più alternativi di Kreuzberg e Neukölln, non può fare a meno di notare l’elevato numero di bambini in circolazione. Che si tratti di neonati in carrozzina e nelle fasce…
  • Hauptschule, Realschule o Gymnasium? Universität o Fachhochschule? Vi siete chiesti come funziona il sistema scolastico tedesco e non siete ancora riusciti a darvi una risposta? Ecco una breve guida volta a ripercorrere la macchinosa organizzazione della scuola in Germania. Cenni generali. In Germania l’istruzione è obbligatoria per almeno dieci anni. La struttura…

Manuela Margaroli

Amo i biscotti, le risate con gli amici, le passeggiate senza meta, i peperoni, l’odore dell’erba appena tagliata e quello dei libri, le luci di natale, le borse, il cinema, i lamponi, la musica, i romanzi russi, il mio accappatoio. Odio essere svegliata, la pioggia – quando ha appena lavato i capelli- dover indossare le scarpe, le galline, il suono del citofono, il the diventato freddo, le penne nere che scrivono in grigio, le promesse non mantenute, l’aceto, le partenze, i remake.

36 Responses to “I bambini di Berlino raccontati in 10 punti da una babysitter italiana”

  1. Carla

    Carino l’articolo, sono mamma italiana di due neonati mezzi tedeschi e in molte cose mi ritrovo. Volevo solo dire che il fazzoletto al collo ha una funzione ben precisa ed è utilissimo. Serve ad evitare che la saliva che viene creata copiosamente durante la dentizione bagni i vestiti e che la pelle del bambino resti a contatto con una cosa bagnata, che tra l’altro in inverno potrebbe anche gelare! Una brava baby sitter dovrebbe sempre farlo indossare 😉

    Rispondi
    • Anthe

      Bello, altro che inutile, utilissimo, non l’avrei mai immaginato:) efettivamente sempre meglio del bavero di spugna che non compre il collo e quindi certo la salivazione con queste temperature rischierebbe di gelare, forte!!

      Rispondi
    • Linda

      Signora Carla, sono una mamma italiana di 38 anni e vorrei poter comunicare con Lei,se è possibile…La ringrazio.

      Rispondi
  2. Anthe

    Tutto vero ciò che ho letto, ma ho notato una nota di sfottò nel punto 8, perché cosa c’è di male se un bambino o adulto che sia, quando deve semplicemente uscire non debba perdere tempo a pensare a cosa mettere di buon gusto e stile per piacere agli altri? Io contrariamente da quanto scritto, trovo questo modo di fare ammirevole, tant’è che la gente non è invidiosa l’un l’altra e questa cosa viene trasmessa anche ai loro figli, non capisco cosa ci sia di male, gli piace quel fazzoletto triangolare senza alcuna utilità, embhè? Gusti, non necessita di utilità, piace e basta. Questa è una falla della nostra mentalità italiana che si basa molto sulla moda e sull’apparire. Quante cose inutili indossiamo noi, che non servono a niente..

    Rispondi
  3. Chiara

    Qui mi sento di aggiungere i bambini del nido in metro! Li ho visti a volte andare in giro con le maestre, tutti in fila Indiana, giacchino giallo fluorescente, una mano sul corrimano, un’insegnante all’inizio della scala e una alla fine, ed ecco una dozzina di bimbi di appena due anni girare per Friedrichstr. Hbf! Troppo dolci!

    Rispondi
  4. Susanna

    Mi domando quale possa essere la frutta di stagione a km 0 a Berlino… la rapa?

    Rispondi
    • Hanna

      Mele, pere, rabarbaro, ciliegie, fragole, uva spina, ribes, mirtilli… Ci sta la frutta, forse non a km 0 ma a km 30. E chi ha un giardino o il kleingarten può avere anche le pesche, l’uva, i kiwi o il melone…

      Rispondi
  5. Silvia

    Io AMO i bambini tedeschi e il come vengano educati… noto anche io un leggero “sfottò” in più punti, ma sinceramente c’è solo da ammirarli.
    I bimbi italiani escono con le monetine e si comprano schifezze nei bar, i bimbi tedeschi hanno al massimo 70 centesimi per un pallina di gelato, ma nel loro zainetto hanno acqua e “cibo vero” come frutta o verdura.
    Durante un Praktikum in un Kindergarten, ero scioccata ( in senso positivo) vedendo le meredine dei bimbi,, pomodori, cetrioli, panini, jogurt.. niente mottini o cibo confezionato! ( cosa che negli asili italiani ..).
    Il fatto che gli venga insegnata la libertà e che la moda non sia la prima cosa da tener conto, è una cosa meravigliosa! non ci sono pregiudizi, sono bimbi! non devono essere vestiti da adulti.. io odio i bambini vestiti da adulti, soprattutto le bambine piccole che sembrano già piccole prostitute con minigonne e leggins leopardati.
    Comunque, mi dispiace, ma io amo questo mondo in cui i bimbi sono liberi ,rispettano le regole, e quando sono allo Spielplatz, hanno la libertà di rotolarsi e mangiare sabbia, al contrario a casa, i genitori tedeschi sono invece molto esigenti e rigorosi.

    Rispondi
    • leonora

      che i bambini tedeschi siano più salutisti degli italiani mi pare un’esagerazione, questa è la patria dei Gummibärchen e le Haribo imperversano alle feste di compleanno, pure sulle torte delle feste di compleanno

      Rispondi
    • Giovanni

      Silvia sono pienamente d’accordo con te: “c’è solo da ammirarli”!

      Rispondi
  6. Maria

    E pensare che dove vivo io (e precisamente in Italia)non riescono nemmeno ad organizzare il carsharing e il bicibus perche’ogni genitore ,dico ogni, vuole personalmente accompagnare il proprio figlio a scuola creando un intasamento di auto tutte le mattine davanti alla scuola!Qui si’ che c’e’ di che sfottere!!!

    Rispondi
  7. Alessandro

    Non so.. Ho passato un weekend in un resort dove eravamo gli unici italiani, e tutti gli altri olandesi. Ho visto bambini maleducati e genitori distratti, esattamente come capita con gli italiani. A volte bisogna anche vedere la realtà, senza lodare ogni cosa che non é italiana. Anche fuori da qui, anche nel Nord Europa, ci sono errori educativi. E anche in Italia ci sono eccellenze.

    Rispondi
  8. Marco Bellavia

    Molto divertente! Ed ammirevole! Solo una cosa non capisco: da piccolini libertà di giocare, asilo nel bosco x temprarli, amore x la natura e alimentazione sana. Ma dopo vengono intruppati, non possono o non riescono più a fare nulla di “spontan”, spesso i figli di italiani vengono incasellati nella caregoria “caratteriali”. Alla fine non è che le mamme apprensive italiane tirano su delle persone più equilibrate? Saranno iperprotettive, ma i bimbi alla fine non sono traumatizzati e sano relazionarsi agli altri.

    Rispondi
    • Greg

      Ottimo articolo, che ironizza sia sulle mamme tedesche che su quelle italiane….

      Rispondi
  9. paola

    Il post contiene informazioni esatte. Mi dà fastidio solo il tono canzonatorio perchè a mio avviso quelle che andrebbero prese per il culo sono le mamme italiane con tutta la loro irritante apprensione

    Rispondi
  10. Antonella

    Il post è geniale e la sottile ironia è nei confronti delle mamme italiane! È un continuo paragone tra la sana infanzia del bimbo tedesco, che ricorda la mia di 40 anni fa in Italia, e quella sincopatica che è costretto a vivere il bimbo italiano. Io con i tedeschi ci lavoro da tanti anni e sono semplicemente più diretti e pragmatici, adoro il loro modo di porsi nei confronti della vita!

    Rispondi
  11. Max

    Se fosse scritto x Zelig mi sarei fatto un sacco di risate, ma avendo velleità di reportage dissento su quasi tutto.
    Mi piace l’ironia ma viva i bimbi tedeschi e i loro genitori!
    In un’Italia dove se un bambino cade giocando si alzano x correre a soccorerlo dai familiari più stretti ai cugini di terzo livello e il “non toccare che è sporco” occupa fisso il frasario di ogni mamma viva l’approccio easy che se mangia un po’ di sabbia di sicuro non morirà! Viva pure il caschetto per la bici, per il monopattino, per i pattini, per lo skateboard, etc. sia per i bimbi che per o genitori: mi sembra un ottimo esempio di responsabilità e, perché no, civiltà. In Italia dove solo le auto la fanno da padroni non ci sognano nemmeno l’uso del caschetto: rovina la pettinatura! Non vedo niente di male nemmeno in un’alimentazione bio, negli asili che anche di inverno fanno assaporare l’aria fresca e la natura ai loro puccoli ospiti e tanto altro ancora. Insomma, io in Germania ci abito e mi sento di poter dire che l’approccio tedesco alla gestione della prima infanzia mi piace, lo trovo efficace, gioiso, sereno e capace di dare più indipendenza ai futuri giovani adulti.

    Rispondi
    • Maria Grazia

      aha aha aha mia figlia italo-franco-tedesca in Italia urla a gran voce:”Guarda mamma, quel signore ha buttato una carta per terra!” e io ovviamente calco la mano! si’ i bambini fin da piccoli imparano il rispetto, quello vero! ed anche a saper dire “Du darfst es nicht”!

      Rispondi
  12. AleTop

    Tutto vero ma non solo. Non si urla, non si picchia, non si scoraggia non si offende e non si umilia. Guardiamo noi al parco: genitori urlanti che fumano in faccia ai figli che menano insultano e umiliano. Possiamo ancora imparare

    Rispondi
  13. Norrr

    ma davvero il mondo di divide in belli e brutti? bravi e pessimi? pensate che le mamme tedesche siano tutte bio e serene e le italiane delle merendinovore ansiose? davvero gli asili italiani fanno schifo e quelli tedeschi sono al top? l’indipendenza che insegnano è fantastica e da copiare, ma la metà degli asili tedeschi dice di ispirarsi a Montessori o al Metodo di Reggio e poi a guardare bene le eccellenze stanno ancora più a Nord, http://en.wikipedia.org/wiki/Education_in_Finland

    Rispondi
    • Maria Grazia

      ehe ehe ehe all’asilo italiano il cuoco cucinava certi manicaretti…in Germania la cucina e’ povera, una volta alla settimana Wurst mit Pommes…e alla scuola primaria la mensa e’ fornita dal catering…com mia somma tristezza!

      Rispondi
  14. striped cat

    non solo si temprano, ma si stancano di buona stanchezza, quella che fa sì che in classe non diventino turbolenti per insofferenza e mancanza di stimoli, aria fresca etc. una bella alternanza tra momenti di attenzione e momenti di confronto con l’ambiente esterno.

    ambiente esterno che è nella gran parte dei casi fruibile: confronto capitali e zone cittadine, ovviamente, non idilllici villaggi della mosella e roma centro. i parchi di berlino sono in media – non tutti, ma in media – posti dove la ricchezza di alberi e fauna non solo fa bene ai bambini ma anche alla loro immaginazione (le zecche ci sono anche li’ ovviamente quindi ancora una volta non generalizzo…semplicemente confronto con i parchi italiani dove molto spesso rifiuti, non-gestione delle infrastrutture, zone cani indistinte da zone bambini impediscono una fruizione piacevole a grandi e piccoli)

    Rispondi
  15. susanna

    Bell’articolo e anche io dissenso sul punto del buon gusto, evviva la libertà di espressione e non l’omologazione,in Italia ai pacchetti ho visto bambini costretti in vestiti non omologati per la libertà di movimento,per non parlare delle mamme urlanti “guarda sei tutto sporco, ti avevo detto di stare attento”!

    Rispondi
  16. Gian

    Sono Italiano e padre di un bambino di 7 anni … noi abbiamo imparato molto qui su come si può´ rendere un bambino piccolo consapevole di quello che puo´fare da solo,così´ da renderlo indipendente il più possibile, e fiero di essere „grande“.Ormai da anni si veste si lava e mangia in maniera totalmente autonoma….bello per tutti!!!!!!!!

    Rispondi
  17. francy

    ciao a tutti/tutte: punto 7, bambvini BIo mai visti. Qui da me (nache io vivo in Germania) li vedo mangiare solo porcherie dalla mattina alla sera!…ma forse è un trend generale dovuto alla globalizzazione che impone i fast-food. Punto 10: si, gli orari di lavoro per i genitori sono molto flessibili ed io che sono single lo noto bene nel mio ufficio…..Per il resto, a parte il disaccordo su questi 2 punti, l’articolo è simpatico ed anche intelligente. In Italia non possiamo vantare alcun aiuto alle famiglie, sebbene tutti i politici si riempiono la bocca con questo termine. Io qui un figlio lo farei subito, se potessi, perchè mi sentirei molto tutelata dalla stato. In Italia, dopo non si ha sussidio se si è disoccupati, immaginate voi cosa accadesse se una donna restasse incinta in un periodo economico sfavorevole. Esame di coscienza, bitte!!

    Rispondi
    • Voolare

      L’articolo si riferisce a Berlino: Berlino sta alla Germania come New York agli Stati Uniti. Non ha nulla a che vedere col resto del paese.

      Rispondi
  18. Voolare

    Bell’articolo. Vivo a Berlino ed ho due figli, di cui il maggiore ha meno di 3 anni. Tutto vero e non ho notato uno sfotto’..Per me sembrano cose normalissime. Mia moglie (russa, trapiantata a Berlino) mette i bambini in carrozzina sul balcone a -10 per farli addormentare (adeguatamente coperti!) e loro appena respirano aria fredda si tranquillizzano e si addormentano! In Italia, mia moglie e’ stata “guardata male”quando al parco lasciava gattonare il bambino per terra (cosa normalissima a Berlino). Ad un certo punto una madre Albanese si e’ avvicinata e le ha detto: “brava che tu hai il coraggio di fregartene di quello che pensano gli italiani.. Io non lascio mio figlio per terra, come farei a casa mia, perché’ senno’ mi fanno sentire una cattiva mamma.” In generale i genitori berlinesi sono meno apprensivi ed incredibilmente meno rigidi con gli orari. Se il bambino ha fame un’ora prima di cena, gli si prepara la cena un’ora prima. Se L’italiano sveglia il bimbo che dorme troppo al pomeriggio “perché’ senno’ non dorme la notte”, il berlinese lo lascia dormire “perché’ si vede che oggi ne ha proprio bisogno”. Se il bimbo non ha fame… niente tragedie all’italiana; mangerà’ di più’ la prossima volta.
    Obbligatorio stare all’aperto almeno 2-3 ore al giorno, qualunque sia il tempo. Se piove: stivali, cerata e tutti a saltellare nelle pozzanghere! Sorrido sempre quando ai giardini in Italia si sente una mamma urlare: “non correre senno’ sudi!”

    Rispondi
  19. Maria Grazia

    ciao,
    io sono italiana e mio marito francese. Viviamo a Kökn da circa 3 anni. Emma ha 6 anni e mezzo e tante amichette tedesche. Concordo con il temprarsi al freddo, al microbo dell terra, ma per quanto riguarda l’alimentazione non ci siamo proprio…i tedeschi mangiano troppi insaccati (Wurst e compagnia bella) e docliumi (Haribo anche al corso di nuoto), troppi succhi concentrati di zucchero, poca verdura e poco variato. Mia figlia italo-francese ha decisamente un’alimentazione sana, in particolare se raffrontata alle sue amichette tedesche. Per il resto ho letto con piacere quanto scritto!!!

    Rispondi
  20. Francesca

    Tutto vero e tutto giusto. Ho cresciuto i miei figli in Germania, negli ultimi undici anni a Berlino. Avendo un padre tedesco si sono rotolati nella sabbia, nel fango, nella neve in ogni condizione atmosferica e io ho imparato a trattenere sulla punta della lingua “non correre perché sudi” “non ti arrampicare così in alto perché se caschi ti fai male”…., hanno portato a scuola solo cibi sani, bevuto molta acqua, ma oggi che sono adolescenti, 13 e 17 anni, mangiano appena possono schifezze, dolciumi, bevono bibite zuccherate, non escono per interi pomeriggi perché passano tutto il loro tempo libero al computer o con il telefonino in mano a chattare……Insomma una delusione!!!! Tutto il mondo è paese…..e gli adolescenti sono uguali ovunque…

    Rispondi
  21. ilari

    Grande ammirazione per i tedeschi! Berlino è una metropoli è giusto che i bambini crescano forti e responsabili e non dei viziati lagnosi io li adoro

    Rispondi
  22. de

    Ho lavorato al porto per anni,Terminal crociere,Pieno di Tedeschi.
    Sono stranissimi ,al mio sguardo italiano,sono iper organizzati eppure super shanti (cioè tranquillissimi,alla mano,in genere in Italia uno super organizzato è pure un po nevrotico)E hanno sti bambini con la loro valigette colorata che si portano da soli ( e penso si facciano anche da soli),corrono per il corridoi e prendono delle saccagnate e nn piangono.Le mamme italiane,invece hanno “e criature” (anche se sono d Bergamo ibambini sono E Criature)appiccicate e capricciose, vestite come dei manichini o come Corona da piccolo (dipende dalla provenienza sociale)devo dire che pure io,purnn essendo ancora mamma ,sono estremamente preoccupata e premurosa tipico della Grande Mamma Chioccia che ha cresciuto tuti noi.

    Rispondi
  23. Ele

    Leggere questo articolo è stato un po’ come guardarmi allo specchio: ho una bambina di 20 mesi nata qui a Berlino da padre tedesco…e credo di essere per un buon 70% simile alle mamme tedesche: Giulia gioca allo spielplatz tutti i giorni intabarrata con una tutona integrale verde rana (orrenda ma la butti in lavatrice ed è indistruttibile) + triangolino di stoffa al collo (vi giuro che è praticissimo!), il nostro tupperware con biscottini o frutta è immancabile e la biciclettina senza pedali sarà il prossimo acquisto. In compenso Giulia da sola fa più casino di tutti i bambini dello spielplatz messi insieme! Come sarà essere madre di una ragazzina cresciuta in una metropoli come Berlino? Non lo so, “io speriamo che me la cavo…”

    Rispondi
  24. Paxxerella

    Ciaoooo!! Ti devo chiedere un favore! Quanto prende in media una baby sitter a Berlino? Ho 5 anni di esperienza + devo viaggiare 50 minuti per raggiungere la famiglia + vogliono proprio me perche’ ho esperienza e sono italiana.

    Non riesco a trovare nulla a riguardo,

    Grazie!

    Rispondi
  25. ANITA

    DEAR HERMANN QUANTE , i AM THE MOTHER OF YOUR TOCHTER AND LET BE WARN YOU MY SOCIOPATHIC SISTER, JEN GILBER SOTO CISNEROS, (WHO KNOWS WHAT IT IS THIS WEEK) IS A PATHOLOGICAL LIAR, PARASITE, WHO SUCKS OFF HER PARENTS WAITING TO GET THEIR MONEY, JUST LIK SHE THOUGHT SHE OOULD CON YOUR FAMILY INTO GETTING MONEY BY PRETENDING TO BE hERMANN’S DAUGHER,, MELANIE QUANTE OR BY TELLING LIES BOUT MELANIE. jEN GIBLER TAND HER DAUGHER GERELY GLBERT SOTO ARE SOCIOPATHS STAY AWAY FRO THEM, VERY DANGEROUS PEOPLE! DON’T BE FOOLED” oH, BUT OF COURSE GERI AND JENNY HERMANN SAYS HI…..ROCK ON DIPPIES THE WORST YOU WISHED FOR OTHERS IS COMING TO YOU

    Rispondi
  26. Fiammetta

    Completerei l’aspetto asili in metro, con una scena memorabile per me, peccato non averla potuta riprendere: entrano in metro dodici bambinetti, dai tre, ai cinque anni, in una giornata di pioggia che Dio la mandava, silenziosi, con le calosce,l’impermeabile, etc. Uno aveva la gocciolina che tin tin tin accarezzava la fronte e scendeva, tin tin tin sulla bocca, tranquillo, : altri sedevano seduti su una specie di carretto , una sorta di panca e tavolo con le ruote, e lì , più piccoli, qualcuno ancora mangiava un tozzo di pane, bagnato. Le loro maestre avevano criniere colorate, piercing e tatuaggi, bellissime. Un ultimo frammento, il piccolino sul carretto si leva dalla bocca il pezzo di pane, lo strofina sulla gomma della porta dellal metro e se lo rimette in bocca ! Avevo le lacrime agli occhi, fantastici ! Beati loro e bravi genitori berlinesi

    Rispondi

Leave a Reply