Carinhall, la macabra villa dell’arte di Hermann Göring a 60 chilometri da Berlino

C’è stato un tempo in Germania in cui le opere d’arte non hanno avuto vita facile.

Durante la seconda guerra mondiale i nazisti hanno confiscato tantissime opere d’arte a famiglie ebree o ai musei dei Paesi europei occupati. Oltre a Hitler, anche i maggiori comandanti tedeschi come Hermann Göring, Joseph Goebbels e Heinrich Himmler, possedevano delle collezioni personali di quadri rubati. In particolar modo, Göring aveva fatto costruire appositamente per questo scopo Carinhall, una villa in una grande tenuta di caccia nella foresta di Schorfheide, a nord-est di Berlino .

Una collezione di opere d’arte degna di un museo

Carinhall era stata fatta costruire da Göring negli anni trenta in onore della sua amante svedese, Carin von Fock, che per lui abbandonò sia il marito che il figlio. Nel 1931 la donna morì di tubercolosi e i suoi resti furono trasferiti nel mausoleo che Göring aveva fatto erigere dietro Carinhall. La villa era molto lussuosa e accoglieva tantissime opere d’arte confiscate o che Göring aveva ricevuto in regalo. La collezione di Göring vantava ben 1.376 dipinti, 250 sculture e 168 arazzi e tra gli artisti preferiti del comandante nazista c’erano nomi del calibro di Renoir, Rembrandt e Van Dyck, ma anche pittori italiani come Veronese, Tintoretto e Canaletto. Carinhall non era solo un museo, ma aveva molte altre particolarità, come per esempio una piscina, una sala da ballo, un bunker, ma anche una gabbia con i leoni che Göring aveva preso dallo zoo di Berlino.

La fine di Carinhall

Dal 1943 Göring fece trasferire tutta la sua collezione di opere d’arte e due anni dopo lasciò Carinhall per sempre, ordinando ai suoi uomini di farla saltare in aria per evitare che finisse nelle mani dei vincitori. Sia durante il Processo di Norimberga che dopo la morte di Göring, suicidatosi con una capsula di cianuro dopo esser stato condannato a morte dal tribunale, il mistero delle opere d’arte nascoste rimase irrisolto. Addirittura la Stasi condusse ricerche nella zona per ritrovare i tesori inestimabili di Göring, in particolar modo la Camera d’Ambra. Oggi di Carinhall si possono ammirare solo le sue rovine avvolte da una fitta vegetazione. Per molto tempo, il sito è stato oggetto di lunghe esplorazioni da parte di curiosi e di cacciatori di tesori attrezzati con metal detector e animati dalla speranza di trovare oggetti dal valore inestimabile. I più fortunati, in realtà, sono riusciti a trovare solo posate d’argento o porcellane, finché il berlinese Claus Funke non ha trovato l’entrata del bunker sotto Carinhall.

Come raggiungere ciò che resta di Carinhall

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Immagine di copertina: Carinhall, Göring’s mansion north of Berlin ©WikideskCC BY-SA 3.0

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