I luoghi cinematografici delle due Berlino ai tempi del Muro

luoghi cinematografici

Molte i film che hanno rappresentato e raccontato i tempi del Muro di Berlino. Ecco tre luoghi cinematografici che dovreste visitare.

Berlino è ricca di luoghi-souvenir dell’Est e dell’Ovest. Tre film, forse più di altri, ci raccontano, o fanno vedere (originale e/o ricostruita) la Berlino del muro.

Il cielo sopra Berlino

Il film da cui partiamo è il capolavoro di Wim Wenders. Il cielo sopra Berlino (1987), vincitore del premio per la regia al 40° Festival di Cannes. Ci troviamo nella Berlino dei primi anni ’80. I due angeli protagonisti del lungometraggio, scesi sulla città con una funzione inconsueta, ovvero quella di vedere, memorizzare e preservare la realtà della città e dei suoi abitanti affinché nulla sia dimenticato. Vivono parte delle loro giornate nella Staatsbibliothek e ascoltano come fossero una melodia i pensieri dei lettori. La Stabi, come la chiamano i berlinesi, grazie alla splendida architettura organico-razionalista dell’architetto tedesco B. Scharoun, è ancora oggi un luogo accogliente dove restare, leggere, osservare.

Good Bye, Lenin

Se volete rivivere le atmosfere della Berlino dell’Est non potete non passeggiare tra la Karl-Marx Allee, con i suoi edifici appartenenti al periodo del classicismo socialista, e i Plattenbau, i prefabbricati-alveari di stampo comunista, di Alexanderplatz. In questa zona sono state girate gran parte delle scene del film Good Bye, Lenin! (2003) di Wolfgang Becker. Il film rappresenta il fenomeno della Ostalgie, la nostalgia dell’Est, da parte delle vecchie generazioni. La madre del protagonista risvegliatasi dopo otto mesi di coma, non immagina che in quel breve intervallo di tempo il suo mondo a forma di falce e martello sia andato in frantumi. È il 1989 e il Muro è caduto spazzando via quarant’anni di socialismo. Davanti alla sua finestra campeggia una bella pubblicità rossa ma tremendamente global della Coca-cola. Al fine di evitarle l’esaurimento nervoso, ritenutole fatale dai medici, Alex, il figlio, ricrea una mini DDR all’interno del proprio appartamento recuperando cimeli della Germania dell’Est o realizzando improbabili telegiornali della televisione orientale per tenere aggiornata la povera madre.

Sonnenallee

Un’altra divertente commedia che mette a confronto le due Germanie è Sonnenallee (1999) di Leander Haußmann. Il film racconta di questo gruppo di ragazzi di Ost-Berlin che frequentano l’ultimo anno di liceo durante gli anni ’70. Sono ragazzi normali che però, devono difendersi dai soprusi della DDR con la sola arma che la loro giovane età li fornisce: la musica rock dei Rolling Stones. Questi ragazzi abitano a Sonnenalle, che un tempo era attraversata dal Muro oltre ad ospitare una frontiera di passaggio tra le due Germanie. Oggi si può vedere sulla strada un linea-mosaico fatta di pietra a livello del cemento a memoria di ciò. Si possono rivivere inoltre le atmosfere di confine del film passando attraverso il parco Heidekampgraben e raggiungendo il ponte che passa il canale Britzer Zweigkanal. Le scene a ridosso del Muro, oltre il quale i protagonisti fantasticavano sul colorato e libero Ovest, sono state girate all’angolo tra  Bernauer Straße e Eberswalder Straße.

Visitare questi luoghi inediti, dove la storia sembra farsi vedere e sentire un po’ di più, oltre all’inflazionata East-side Gallery, permette di guardare al passato con maggiore consapevolezza. Ci fa sintonizzare emotivamente sulle stesse frequenze di Marion, la trapezista di cui si innamora uno degli angeli del film di Wenders, sospesa sul filo del tempo, quando afferma: «Berlino. Qui sono straniera e tuttavia è tutto così familiare. In ogni caso non ci si può perdere: s’arriva sempre al Muro».

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Immagine di copertina: Goodbye LeninSludge G

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