Pizzare, a Berlino la vera pizza italiana: 2 minuti di cottura e solo prodotti d’alta qualità

Il ristorante

La passata è a base di  San Marzano, la mozzarella di bufala, sia bianca che affumicata, proviene direttamente dal caseificio Roberta di Salerno, il prosciutto cotto è Gran Biscotto Rovagnati, quello crudo di Parma, il pistacchio è di Bronte, i pomodori rigorosamente Pachino e il Parmigiano è Reggiano stagionato 24 mesi. Andiamo avanti? Questi sono solo alcuni dei condimenti possibili per le pizze di Pizzare, pizzeria italiana aperta nella primavera 2016 a Berlino, zona Prenzlauer Berg, tra la fermata di Eberswalder Strasse e il Mauer Park. Se volessimo continuare, ci sarebbe da menzionare le farine utilizzate per quell’impasto che dovrà riposare 48/72 ore prima di diventare pizza. Anche qui si parla di prodotti italiani, frumenti lavorati in mulini a conduzione familiare e lievito madre, sempre che non si decida per un impasto a base di farine bio di farro o di grano Triticum lavorato Kamut o di quinoa e mais. Quando non sono italiani, sono comunque bio e a chilometri zero. Insomma c’è davvero l’imbarazzo della scelta e per qualsiasi combinazione si decida rimane fisso un elemento: l’alta qualità.

Pizza to stay, pizza to go

Pizzare è il primo caso di fast-casual pizzeria in Europa, modello che si basa sul concetto cibo di qualità da ristorante con self service e prezzi molto accessibile (esempio: margherita + bibita 6.50 € . La pizza è tonda, una trentina di centimetri circa di diametro, e può essere degustata sia con lo spirito del “stasera vado al ristorante” che con quello della pizza al taglio, ovvero una pizza che posso mangiare in fretta, al volo. Il segreto è l’eccezionale rapidità con cui Pietro, lo Store Manager, e il suo staff riescono a preparare il tutto grazie a una serie di macchinari sofisticati di ultima generazione e i prodotti eccezionali: solo due minuti. La scelta dei forni a convenzione con controllo elettronico della temperatura permette di cuocere la pizza senza sbalzi di calore. Pietro ci spiega: «Come un forno a legna, ma annullando il rischio di elementi cancerogeni. Vogliamo che la pizza sia sempre uguale, e per uguale intendiamo sempre ottima. La base è realizzata seguendo tutti i parametri indicati per rispettare l’autentica pizza verace napoletana, ma con un approccio tecnologico al tutto, una soluzione per massimizzare sia l’igiene – l’impasto non viene di fatto mai toccato con le mani – che per preservare i valori nutritivi degli ingredienti, tutti rigorosamente italiani». Di diverso c’è il cornicione, più “romano” che napoletano, ovvero non alto e gommoso. Da Pizzare portano avanti la tradizione della vera pizza italiana cercando allo stesso tempo di intercettare gusti moderni e globalizzati ma avendo sempre come obbiettivo di dare un cibo eccellente. Pietro ci ricorda che: «Le nostre ricette sono state messe a punto assieme a due maestri della vera pizza napoletana verace. I pizzaioli pluri campioni del Mondo: Gianluca Procaccini e Valentina Morra».

Ad ognuno la propria pizza (anche vegana). Entrando da Pizzare si nota subito l’ampia scelta, le varie vaschette riche dei miglior condimenti italiani. Chi preferisce uscire fuori dalle canoniche scelte, margherita, capricciosa, marinara, napoli, 4 formaggi, bufala e così via, può scegliere una pizza gourmet o crearsi la propria pizza. Ecco allora, a disposizione, guanciale, bresaola, fior di latte, mascarpone, salsicce italiane, Tartufo di Norcia, Pesto Ligure… Con una cucina aperta puoi verificare la freschezza dei nostri prodotti. Affettiamo e tagliamo i nostri salumi, verdure… più volte nella giornata affinché mantengano integre le loro caratteristiche organolettiche e di gusto” ci spiega Pietro. C’è anche la possibilità di una pizza completamente vegana con un gusto autentico della vera pizza italiana. I Vegani hanno un ampia scelta con un full menù dedicato a loro.  Per i golosi invece l’acquolina può salire per le pizze alla Nutella o alla crema di nocciole del Piemonte originale. Che buono! A richiesta, con preavviso di 24 ore, possono anche realizzare impasti senza glutine anche se non è possibile garantire la sua assoluta assenza.

Non solo pizze

Da Pizzare preparano anche le focaccie (rosmarino o pistacchio e mortadella) e per l’aperitivo assiaggiate i loro deliziosi crostini con prosciutto cotto o crudo. Ma se non siete d’umore per una pizza, ci sono delle sfiziose lasagne (c’è anche sempre una proposta vegana, con le zucchine per esempio). Per chiudere in bellezza, ci sono i dolci tipici italiani ai quali son si può resistere Tiramisù, Torte ed insalate di frutta, anche vegani tra cui ci bisogna citare l’ottimo e gustoso Tiramisù Vegano con cioccolata del Venezuela mentre da bere vino e bibite analcoliche di vario tipo o la birra San Miguel (presto alla spina).  Succhi e spremute di frutta mista, di arance siciliane o con i famosi limoni di Sorrento. Tanta varietà che è un peccato lasciarsi sfuggire.

Pizzare

Eberswalder Str. 21, 10437 Berlin-Prenzlauer Berg

Telefono: 030 77325990

Mail: info@pizzare.com

Sito Web

Pagina Facebook

Questo ristorante fa parte del network True Italian. Ogni primo mercoledì del mese tutti i possessori della True Italian Card 2017 hanno diritto ad uno sconto del 15%.

Andrea D'Addio - Direttore

A Berlino dal 2009, nel 2010 ha fondato Berlino Magazine prima come blog, dopo come magazine. Collabora anche con AGI, Wired, Huffington Post, Repubblica, Io Donna, Tu Style e Panorama scrivendo di politica, economia e cultura, e segue ogni anno da inviato i maggiori festival del cinema di tutto il mondo.

2 Responses to “Pizzare, a Berlino la vera pizza italiana: 2 minuti di cottura e solo prodotti d’alta qualità”

  1. Emilia

    L’appellativo di “vera pizza napoletana” spetta solo a pizze degne di questo nome. Da napoletana ho letto con attenzione il vostro articolo/recensione ma, dando un’occhiata alle foto, si capisce subito che non si tratta di “vera pizza napoletana”. Dov’è il cornicione soffice ed alto? Dov’è la Mozzarella degna di questo nome? Ciò non mette in dubbio la qualità del prodotto finale, ma reputo una grave mancanza quella di accostare “napoletano” a tutto ciò che è pizza. . Se vi fate un giro da Standard o da Monella capirete di cosa parlo. Ancor meglio una tappa da Brandi, Starita e Sorbillo nel cuore di Napoli.
    Capisco le esigenze della testata, ma non usiamo belle parole solo perché si ricevono soldi eheh.

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