Quegli italiani in Germania che detestano l’arrivo di altri italiani…

Mi rendo conto che è un terreno minato, ma è comunque un argomento che riguarda tutta la comunità italiana in Germania (o all’estero in generale), ovvero il modo di adattarsi di noi italiani in un altro Paese. Potrete logicamente dissentire da ciò che è scritto qui sotto, non pretendo di avere nessuna verità, spero solo che nel caso si sviluppi una discussione, questa sia fatta in toni civili, sempre rispettando il punto di vista altrui.

Ci sono vari modi di vivere e rapportarsi con la Germania. Ecco come la vivono alcuni di noi (non tutti per fortuna)

Gli italiani che odiano l’arrivo di altri italiani. Sono italiani che vivono in Germania già da qualche anno e non sopportano che altri loro connazionali stiano tentando la stessa avventura. “Sono arrivato prima io e di italiani qui ce ne sono già abbastanza” è il loro pensiero latente anche se non hanno mai il coraggio di dirlo chiaramente. Sembra che l’emigrazione l’abbiano inventata loro, frequentano siti e forum di connazionali solo per deridere non solo chi chiede aiuto in maniera stupida e svogliata (ce ne sono e non piacciono neanche a me) ma anche chi chiede aiuto o suggerimenti in maniera carina e intelligente. Vorrebbero avere un premio per essere arrivati per primi, ma siccome né la Germania né l’Italia glielo danno, riversano le proprie frustrazioni su chi è appena arrivato. E se uno dei “neo arrivati” riesce con successo ad integrarsi, ecco che scappa l’invidia e il pensiero “è raccomandato”, anche se non è raccomandato per nulla (questo modo di fare accade anche qui purtroppo, avrei parecchi esempi al riguardo). Sono le stesse persone che cominciano a parlare in tedesco se sulla metro incontrano altri italiani e che quando gli si chiede “che amici hai qui a Berlino?”, ti rispondono che sì, hanno qualche amico italiano, ma la maggiore parte sono stranieri, anche se in realtà di stranieri ne hanno solo un paio e sono entrambi spagnoli.


Gli italiani che “questa è la regola, adattati”.
 Se c’è una cosa che la Germania ha insegnato con la sua storia recente è che seguire la regola o quello che fanno gli altri senza interrogarsi se sia giusto o meno è il modo più efficiente per provocare disastri. Eppure, nonostante l’esempio sia lì a portata di mano, alcuni italiani in Germania diventano più tedeschi dei tedeschi. Giustificati dall’idea che “qui tutto funziona meglio che in Italia”, prendono tutte le norme di vita quotidiana tedesca come comandamenti da non mettere mai in discussione, anche se sono palesemente o sbagliati o quantomeno ambigui. Il senso di gratitudine che hanno verso la Germania e i tedeschi li spinge ad una pigrizia mentale che mai avrebbero avuto in Italia dove, già quando decisero di emigrare, dimostrarono di sapere ragionare in maniera coraggiosa e indipendente. E così, quando sentono altri italiani che mettono in dubbio “la regola”, finiscono per difenderla più dei tedeschi stessi, quasi che ogni discussione per loro sia un test in cui devono dimostrare di essersi integrati perfettamente.

Gli italiani che “in Italia fa tutto schifo”. Se sono emigrati è perché probabilmente il sistema italiano li ha delusi e ha rischiato di rovinargli la vita, quindi il rancore verso il proprio Paese è comprensibile. Ciò non toglie che per loro ogni occasione è buona per sparlare della propria nazione e prendere in giro chiunque gli scappi ogni tanto un “ogni volta che sento l’inno d’Italia durante una situazione ufficiale un po’ mi commuovo”. L’Italia è il male sempre e comunque e guai a dire che ci ha dato una formazione umanistica che tanti paesi, compresa la Germania, in molti casi si sognano.

Gli italiani che quando sentono qualche connazionale che si lamenta di qualche cosa lo liquidano con “stai zitto e ringrazia il cielo che sei qui” e “in Italia è peggio”. Non è importante che tu stia pagando le tasse in Germania, che tu parli tedesco, che contribuisci all’economia della città come chiunque altro: non ti puoi lamentare. Hai aspettato mezz’ora l’autobus e fatto tardi ad un colloquio di lavoro? “Stai zitto, in Italia è peggio, gli autobus neanche ci sono”. Hai ricevuto una multa ingiustamente? “Ringrazia che almeno qui le multe ti arrivano in tempo e non le devi andare a ritirare alla posta”. Non ti va bene che ti abbiano rifiutato da un locale perché parlavi italiano o non eri vestito a norma? “Hanno fatto bene, preserviamo l’identità della città”. Non è mai importante l’oggetto del contendere, se sei un “immigrato” devi star zitto e subire anche quando non ti va bene. La cosa peggiore è che queste cose non te le dicono solo alcuni tuoi connazionali espatriati, ma anche gli italiani in Italia che odiano l’Italia e vedono la Germania come La Mecca. “Tu che sei laggiù non hai il diritto di lamentarti, noi che siamo rimasti qui sì che lo possiamo fare”. Per questa tipologia di italiani, sia in Italia che in Germania, quando uno emigra perde i propri diritti. A scavare un po’ è’ un modo di pensare che si basa prevalentemente sull’accettazione del razzismo. I diritti della persona non sono più universali, ma particolari: lo straniero ne ha di meno, e se alza la voce è sbagliato. E’ lo stesso presupposto che spinge l’italiano in Italia a sottopagare un muratore extracomunitarlio e a rispondergli, ogni qual volta che lui prova ad alzare la voce : “Sta zitto e ringrazia il cielo che sei qui”, solo che stavolta lo scambio di battute avviene tra i due muratori extracomunitari. Corollarioa questa categoria appartengono anche quelli che accettano il razzismo dei tedeschi verso gli italiani. E’ un razzismo che esiste anche in Italia a parti inverse, nessun Paese ne é immune, ma se solo si cita un caso di razzismo vissuto in prima persona in Germania, ecco che si grida allo scandalo, al “come ti permetti di raccontare una cosa del genere”. In molti casi l’episodio di razzismo (che spesso può anche essere solo una battuta offensiva) viene giustificato attraverso l’analisi del contesto. E così il problema non diventa il tedesco che, all’interno di una discussione sul se il semaforo fosse rosso o verde, ti spara inspiegabilmente un “ritornatene al tuo paese”. No, il problema sei tu che potevi essere più carino quando gli parlavi (anche se nessuno sa come effettivamente gli hai parlato, magari sei stato gentilissimo, ma tanto nessuno ti crederà) o che la prossima volta devi aspettare due secondi prima di capire se è rosso o verde, perché in Germania si fa così, si aspetta, non si scatta subito al via. Il razzismo passa in secondo piano, l’oggetto del contendere per questi italiani diventa sempre qualcos’altro. E in quel qualcos’altro tu avevi senz’altro torto. Almeno secondo loro.

Leggi anche Sette situazioni di vita quotidiana per capire quanto ti sei tedeschizzato 

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26 Responses to “Quegli italiani in Germania che detestano l’arrivo di altri italiani…”

  1. Silvia

    Purtroppo è tutto vero, nel momento in cui cambiamo paese, perdiamo ogni diritto di far quello che vogliamo o lamentarci di qualcosa che non va bene, a casa in Italia ed a casa in Germania.. si attiva un meccanismo incomprensibile.
    Per quanto riguarda l’ invidia che abbiamo l’ uno con l’altro , è proprio vero.. anche a me è capitato spesso di provare rabbia per persone arrivate da poco che parlavano già bene tedesco o trovavano il lavoro di una vita.. io devo ancora sgobbare tra lavoretti e scuola di lingua.
    Beh noi italiani parliamo sempre di umanità, ma purtroppo siamo dei cani, sempre invidiosi, sempre polemici e quasi mai altruisti.
    Le poche volte che facciamo del bene ci sentiamo invasi da un senso di piacere e ci diciamo da soli ” oh mamma che son buono”.
    La vita in Germania mi ha fatto comprendere infine che ognuno è quel che è, e la cosa più bella è imparare a percorrere la propria strada senza guardare cosa fanno le altre persone ed avere rispetto per tutti.
    Ciao 🙂

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    • paul

      “nel momento in cui cambiamo paese, perdiamo ogni diritto di […] lamentarci di qualcosa che non va bene, a casa in Italia[…]”
      –è un discorso lungo e complicato, lo so…–
      ma ad esempio io reputo contraddittorio che chi decide di scappare dall’Italia, spesso in maniera definitiva, nutra un insensato (a mio parere) desiderio di “interferire” con l’Italia. ad esempio nel caso delle elezioni. ecco, in questo caso sarei a favore di una limitazione dei diritti “”agli italiani che “in Italia fa tutto schifo”” di cui sopra
      _non era in senso polemico, ma solo uno spunto-

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  2. Chip

    Leggo tante cose vere che riscontro e vivo quotidianamente. Vivo da più di 10 anni a Berlino, ormai cittadino tedesco e provo sempre una certa tenerezza nei confronti dei nuovi arrivati. Credo che l’atteggiamento nei confronti del connazionale che tenta l’avventura tedesca dipenda molto dal grado di frustrazione o soddisfazione personale. Se il solo fatto di essere stati coraggiosi per aver lasciato l’italia ed essere approdati in tedesconia ci fa sentire superiori agli altri… bhe… allora si è destinati alla frustrazione. La verità è che ci sono persone mediocri che restaranno tali anche in Germania… e altre che sono brillanti che avranno successo ovunque. Dunque avrò sempre rispetto dei connazionali intelligenti, che arrivano con un progetto e che si scorciano le maniche… di quelli che si sentono fighetti solo per il fatto di abitare a Berlino, meno. In ogni caso, buona fortuna a tutti!

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  3. Chip

    qual’è il criterio in base al quale commenti su un aritcolo vengono cancellati? sarei grato se dopo aver cancellato anche questo, mi si rispondesse.

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  4. Federico

    questo comportamento è vecchio come la repubblica Italiana ,mi ricordo di questa cosa che non mi ricordo quando lìho sentita,ma quando un meridionale si trasferiva al nord e un’altro meridionale si trasferiva al nord ,quest’ultimo diceva “Torna giù marocchino ” ( perchè una volta venivano chiamati così i meridionali,prima che ci fosse l’invasione dei veri Marocchini )

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  5. Davide

    Premessa:sono diversamente giovane.Arrivai la prima volta a Berlino nel lontano 82, ci ritornai per studio nell’86 ed assistetti alla caduta del muro in diretta quella sera dell’89: da quel momento ho continuato con l’esperienza Berlinese con soggiorni più o meno lunghi sino ad un mese fa.In Italia “purtroppo” sono docente ordinario con cattedra dopo anni trascorsi per il mondo prima con una grande ditta tedesca farmaceutica e poi con FAO,e sebbene tutto ciò ormai in procinto di lasciarmi alle spalle il bel paese e trasferirmi definitivamente a Berlino.Essendo diversamente giovane sono immune alle frustrazioni tanto ben argomentate dall’articolo: non ho ricevuto odio tantomeno l’ho profuso, anche se ho assistito al fenomeno” arrivo primo in spiaggia e se arriva qualcun altro mi inc…zo “, di amici ne ho di tutte le etnie così come li ho avuti in Africa ed in Asia e l’adattarsi è regola comune se vivi all’estero e non essere accettato da un locale non mi sembra la morte civile, se vai sulla costa romagnola ti capita due volte su due . L’italia non fa schifo diciamo è un paese dove viverci è come tirare a sorte, e la differenza con la Germania è macroscopica e balza agli occhi. La Germania non è lo Shangri-Là ma nememno l’italico girone dantesco odierno. L’autobus giunge qualche volta in ritardo?Sure!! ma mi inc..zzo come a Milano solo che a Milano è regola e qui invece avviene sporadicamente (M29, 344,M41) ma il mpercorso non è di 8 fermate…
    Perchè apprezzo le regole anche quelle che l’articolo cita come le norme di vita quotidiana tedesca intese come comandamenti da non mettere mai in discussione, anche se sono palesemente o sbagliate o quantomeno ambigui? Perchè se attraverso la strada a Milano penso che forse era meglio stare a casa privarmi della mia libertà di movimento, piuttosto che implorare gli automobilisti ad essere magnanimi e fermarsi all’attraversamento pedonale e qui non accade. (Ho visto automobilisti sorridermi imbarazzati come se proveniussi da Marte dopo che li avevo ringraziati per avermi dato la possibilità di attraversare a strada, ciò che per loro è regola) Perchè quando prendo la metro non chi mi si accoda ed usufruisce della mia apertura del tornello per non pagare sotto lo sguardo vigile del controllore che non gli passa per la testa di intervenire. Perchè a Berlino i controllori della BVG fanno il loro lavoro, mentre a Milano fanno i centralinisti del proprio smartphone. Perchè a Berlino ed in Germania se fai un’infrazione al codice della strada in bici la multa te la danno, a Milano invece è consentita la sosta in quarta fila con l’auto, e soprattutto il parcheggio sulle ciclabili. Perchè da docente vedo gli studenti ed i giovani italiani sconfitti a prescindere mentre a Berlino ed in Germania giovani di altri paesi desiderosi di emergere, creativi pronti all’agone. Ai miei studenti rivolgo sempre l’invito, al termine del loro ciclo di studi, di rivolgersi fuori i confini nazionali ..e L’Italia non è il male sempre e comunque, è un paese che da due generazioni è stato portato alla deriva ed al timone si sono succeduti degli improvvisati capitani impartendo ordini sempre diversi. Non ho conteziosi nè rancori verso lo stato italiano, diciamo che non mi rappresenta più da un buon ventennio.Ho vissuto da sempre il mio essere bersaglio di battute razziste, sono juden,ma penso che la Germania sia democraticamente maturata per non aver più timore di recrudescenze di un trascorso che vorrebbe dimenticare e tal volta il razzismo come chiosa l’articoloè pretestuoso.
    Caro direttore la La ringrazio per lo spazio che mi ha dedicato e colgo l’occasione per esprimerLe le mie sincere felicitazioni per l’aver costruito questo Magazine, che rappresenta un piacevole amico di lettura.

    Rispondi
  6. Giovanni

    L’articolo riesce a dare anche il colore dei pensieri per pudore inespressi.
    Complimenti al direttore.

    Rispondi
  7. Rosario Cambiano

    In effetti qualche cosa di vero c´e. Ma solo in percentuale e in base al grado di istruzione personale.Ma é anche vero che, a volte, nel modo di come si parla da un po fastidio.L´italiano di lungo “corso “, quello cresciuto in Italia, non si coporta in quella maniera descritta sopra.Anzi a vlte odia pure i sistema del luogo in cui vive.Mi capita anche a me sentire gente italiana di lungo corso come me ,che osanna senza capire, il sistema tedesco.Mentre se lo analizziamo per bene, e´un sistema freddo :Come una macchina.

    Rispondi
  8. Alberto

    La categoria “Gli italiani che odiano l’arrivo di altri italiani” è comunissima nel mondo. Ne è piena la Gran Bretagna, il Giappone. E più il paese ospitante è “difficile” più sono incarogniti. Credo che la regola “evita gli italiani già residenti il più possibile” sia preziosa.

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    • Nicoletta

      E`vero, infatti in Germania sono davvero incarogniti…sará per le difficoltá che questa nazione comporta.
      Quello che ho notato é che molti nostri connazionali hanno tolleranza zero per le opinioni diverse dalle loro e che si discostano dalla media.

      Rispondi
  9. Nicoletta

    Ottimo articolo…vivo da quasi 7 anni in Germania con marito e figlio) e di gente italiana che si esprime cosí ne conosco a bizzeffe. Ad esempio molte cose della Germania con tempo ho scoperto che non mi piacciono (certe caratteristiche non le noti subito) eppure se provo a dire qualcosa di critico, anche se con l´intenzione di voler cambiare le cose, (essendo una cittadina che paga le tasse ne ho diritto) vengo insultata sul personale e anche pesantemente; le frasi piú ricorrenti sono: “vattene di qui”, “non sai integrarti”, e persino “vostro figlio sará un disadattato a causa vostra” solo per che cerchiamo di formare un individuo dalla mente critica.

    Rispondi
  10. Berlino secondo gli italiani

    […] che si è trasferito a Berlino nel 2009 fondando il magazine “Berlino cacio e pepe”, (link: http://berlinocacioepepemagazine.com/quegli-italiani-germania-che-detestano-larrivo-di-altri-italian…), “sembra che l’emigrazione l’abbiano inventata loro, frequentano siti e forum di […]

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  11. salvatore

    io sono qui in germania da quasi 1 anno e mezzo, io non ho nessun contatto con italiani nati in germani, io li chiamo (figli di immigrati) hanno una mentalita’ moooooolto ben diversa da noi italiani provenienti dall’italia con la cultura e il modo di ragionare 100% italiano………… descrizione: 1) rinnegazione, dicono che sono italiani ma parlano male dell’italia e dell’immigrato che viene da poco dell’italia….. 2) fratellanza anche con il proprio migliore amico non esiste, anzi funziona cosi’, quel che mio e mio, e quel che tuo e anche mio se riesco a fotterti…… 3) invidia e gelosia allucinante….. si fottono tra di loro…….!!!!!!!!!!!!!!!!!! morale della favola???????? meglio soli e non dare confidenza ha nessuno tranne qualche immigrato italiano al cento percento che capisce veramente cosa significa rispetto dignita’ e umanita’……….

    Rispondi
    • Alex

      Bravissimo Salvatore, condivido il tuo commento al mille per cento!!!!!

      Rispondi
      • Paolo

        H appena 15 giorni che sono in GErmania e ho avuto la sfortuna di conoscere nostri connazionali presso una comunità, dopo avere chiesto delle informazioni invece di aiutarmi mi volevano scoraggiare ed addirittura da cafoni pretendevano. Io personalmente sono in pensione è proprio loro non mi servono a prest mi iscriverò ad una scuola di tedesco per inserirmi e avere un rapporto sociale con i tedeschi quindi il mio consiglio per gli italiani che vogliono venire in Germania è quello inserirsi con le proprie forze

        Rispondi
    • Gino

      Hai perfettamente ragione. Io li chiamo italioti e li evito da 15 anni.

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  12. Benevento

    Questo succede perchè non siamo un popolo…siamo un accozzaglia di etnie diverse riunite sotto la bandiera di uno stato creato poco piu’ di 150 anni fa’ e che è destinato a fare la fine della Jugoslavia !

    Rispondi
    • Alex

      Pienamente in disaccordo con la tua opinione.
      E ti cito anche l’anno di nascita dello stato tedesco: 1871, 10 anni dopo quello italiano…

      Rispondi
  13. Zimouni

    Articolo molto carino, fa riflettere e mette in luce in maniera un po piu approfondita un argomento delicato, che si sente, e che rimane sempre un tabu.
    Sono venuto a Berlino per lavoro, e dopo aver vissuto in altre 3 grandi citta europee ed una asiatica, questa e’ la prima citta per la quale i connazionali tendono ad accredirarti sempre un fastidioso fardello identitario.
    Ho incontrato parecchi italiani che odiano italiani, Basta una chiacchierata dai toni tranquilli e si scopre che il succo del loro discorso e’ molto sterile e che in realta hanno molte paure che cercano di nascondere. Forse piu che in altre citta, a Berlino e’ veramente importante o fondamentale l’opinione degli altri?

    Rispondi
  14. Paolo Z

    Complimenti per l’articolo bellissimo e molto veriterio :).. a mio parere la categoria degli “italiani che ce l’hanno fatta” ad integrarsi, avere un buon lavoro, amicizie anche tedesche etc si divide un pò in due categorie (sempre tenendo conto che ovviamente ogni persona è diversa e questa è volutamente un’approssimazione), quelli desiderosi di aiutare i nuovi arrivati per un sentimento di affetto spontaneo in un certo senso “paterno” e voglia di aiutare qualcun altro magari più giovane a ripetere le tue esperienze positive, e quelli che purtroppo si comportano esattamente come scritto sopra.. persone che hanno frainteso totalmente la cultura e mentalità tedesca e pensano che per sentirsi integrati ed avere l'”approvazione” dei tedeschi sia necessario trasformarsi in delle macchine disumane e comportarsi con superiorità,arroganza,cinismo e un fondo di razzismo verso i propri connazionali o in genere chi viene da paesi più a sud.. come per dire io ho fatto tanti sforzi per integrarmi qui e tu non ci devi riuscire meglio di me per una questione di principio.. quindi se sentono parlare italiani in gruppo, a voce alta perchè purtroppo è un nostro difetto, li additano sghignazzando di fronte agli amici tedeschi o “nordici” in genere dicendo ecco i soliti italiani incivili, diventano estremamente freddi e cinici nei rapporti umani per “non sembrare troppo italiani”, se un neoarrivato chiede aiuto per l’anmeldung o qualcosa di simile arrivano volutamente (ho assistito a episodi del genere) a dare informazioni vaghe ed inesatte, e quando poi la persona torna da loro lamentandosi di avere perso ore per niente all’ufficio perchè non tutti i documenti erano in regola assumono l’atteggiamento di cui ai punti 2 e 4 “guarda che qui sei in Germania e le regole si rispettano era tuo dovere documentarti meglio e non fare il solito italiano approsimativo”.. ora, posto che se vado all’estero ho il dovere di rispettare le regole, se proprio per volere fare tutto in modo regolare vengo a chiederti un aiuto sapendo che sei più preparato di me, o mi dici chiaramente scusa non ho tempo/voglia di aiutarti in modo che mi regolo di conseguenza, o se mi aiuti lo fai in modo completo, non dandomi informazioni vaghe per poi ridere dei miei errori ma che c…o di atteggiamento è??? veramente bisognerebbe che molte persone scendessero dall’altare in cui si sono poste e ricordassero di quando quelli in crisi per l’anmeldung o per trovare una stanza in affitto decente erano proprio loro, e come sarebbe stato spiacevole trovarsi di fronte questi atteggiamenti di superiorità o disprezzo..

    Rispondi
    • michele

      Ciao Paolo quello che tu dici è la mentalità dello schiavo, del pezzente arricchito. Questi italiani tedeschizzati in realtà sono rimasti tipici italiani medi arroganti, frustrati che si danno delle arie solo per il nostro innato autorazzismo e perchè pensiamo che quando arriviamo in Germania siamo ontologicamente superiori agli altri inclusi gli italiani rimasti in italia

      Rispondi
  15. Paolo Z

    Ciao Michele, certamente sono comportamenti tipici di questa categoria di italiani tedeschizzati che purtroppo di cui purtroppo però non fanno parte così poche persone secondo me… perchè atteggiamenti così se ne vedono molti, certo non sempre in modo così plateale tipo chi boicotta l’Anmeldung altrui, a volte è semplicemente un senso di superiorità e di volere a tutti i costi “rinnegare” tutto ciò che è italiano e disprezzare apertamente chi parla a voce un pò più alta o arriva con qualche minuto di ritardo, mostrando una inflessibilità che va ben oltre quella degli stessi tedeschi, che non sono poi così rigidi come si crede almeno per quanto riguarda i giovani in una città tollerante come Berlino… ha un che di artificioso come atteggiamento, ora anche a me piace essere una persona puntuale ed organizzata,non urlare al telefono, aver rispetto della tranquillità e dello spazio altrui nei luoghi affollati, non gettare rifiuti a terra etc in breve un pò tutte quelle norme di civiltà cui i tedeschi giustamente tengono molto, ma mi comporto così appunto per una questione di civiltà di coscienza, non per voler essere “approvato”.. e di fronte a qualcuno che fa meno attenzione a queste cose l’atteggiamento costruttivo, se c’è ovviamente una certa familiarità con la persona, sarebbe casomai di parlarci faccia a faccia e dare determinati suggerimenti a fin di bene, non certo deriderla e additarla come l'”italiano medio” di fronte agli stranieri pensando di fare bella figura.. anche perchè è un autogol, per quanto si viva all’estero italiani si resta, quindi contribuire a far passare l’idea che le persone italiane medie hanno certi difetti ricorrenti significa andare ad alimentare dei pregiudizi che poi si ritorcono contro di sè, non ha nessun senso

    Rispondi
  16. martino rosolino

    rosi m buon giorno vorrei fare il mio piccolo commento.io sono molto spiacente che molti italiani vengono in germania per lavoro e non sono disciplinati non vogliono tenersi alle regole tedesche senza che anno messo un piede nella terra tedescha chiedono tutti i diritti e niente doveri . molti dicono che anno dei mestieri anno studiato sono diplomati cuochi di alto livello pizzaioli camerieri .alla fine vediamo che non anno nessun mestiere sono solo imbroglioni per rubare piü denaro molti di guesti italiani non anno nessun mestiere e molti non anno voglia di lavorare vogliono lavorare all,italiana senza responzabilitä presentarsi a lavoro guanto a voglia eguanto piace ciao

    Rispondi
  17. Arianna

    Ciao,
    sono italiana ma residente in Germania da più di trent’anni e devo purtroppo associarmi a uno dei commenti: che chi è mediocre sarà tale in qualsiasi paese viva.
    Altri fattori che secondo la mia esperienza determinano il successo o insuccesso, e che si possono comodamente applicare a entrambi i paesi:
    1. Il tuo passato (se provieni da una situazione familare difficile, non ti libererai del tuo pacchetto fuggendo in un altro luogo)
    2. il tuo atteggiamento (è facile pensare “altrove c’è qualcosa di meglio” – certo, se sei in una situazione brutta fai bene a cercare di meglio, ma il paese della cuccagna non esiste)
    3. il tuo contesto sociale (siamo tutti esseri umani e il nostro successo nella vita viene essenzialmente sorretto dalle persone che abbiamo intorno, che ci capiscono, incoraggiano, aiutano e sono leali con noi anche se a volte non ci comportiamo molto bene).
    Riguardo alla mentalità, come italiano può essere utile vivere al sud della Germania, dove non sono tanto “prussiani”.

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  18. Francesco

    Riconosco che l’ articolo dice cose vere. Non conoscendo altri italiani in Germania, non so dire come mi comporto io nei loro riguardi e viceversa. Ho sempre cercato di evitare connazionali, proprio per costringermi a parlare-ascoltare solo Tedesco e imparare più velocemente. Però ho sentito diverse esperienze di gente che ha cercato lavoro tramite italiani e venivano sfruttati che neanche gli schiavi delle piramidi, quando non addirittura truffati e imbrogliati… Questo soprattutto nel campo della ristorazione e delle gelaterie gestite da italiani, italiani sia del nord che del sud, intendiamoci. Io lavoro nella logistica, sicché non ho proprio mai cercato in questi settori. Comunque sento che molti che emigrano all’ inizio lavorano presso italiani, e che proprio da questi vengono sfruttati a morte. Logico che, una volta riusciti ad inserirsi e a trovare un lavoro decente, si maturi una certa avversione per i connazionali. A cercare in internet i peggiori datori di lavoro in Germania sono gli italiani.
    Poi forse conta il fatto che chi cerca di andarsene lo fa per scappare da una mentalità fatta di clientelarismo e “Vitamin B” che appestano l’ Italia, quindi di incontrare altri italiani proprio non ne ha voglia per timore di rivivere quelle situazioni.

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