Scandalo Volkswagen, l’azienda è in crisi, ma i dirigenti si regalano mega bonus

La Volkswagen torna al centro delle cronache dopo lo scandalo emissioni dello scorso settembre: come riportato da Der Spiegel, i suoi dirigenti si rifiutano infatti di rinunciare ai rispettivi bonus annuali, nonostante le gravi perdite dell’azienda dopo il Dieselgate e i ripetuti inviti a tirare la cinghia in conseguenza di una crisi che, secondo le stesse parole del nuovo presidente del consiglio di vigilanza, Hans Dieter Pötsch, mette a rischio l’esistenza stessa dell’impresa.

I numeri. I dirigenti hanno fatto sapere di essere disposti ad «accettare un taglio ai loro bonus, ma senza rinunciarvi interamente», nonostante i ripetuti appelli all‘austerity lanciati ai lavoratori. L’anno scorso il capo esecutivo della Volkswagen Martin Winterkorn aveva ricevuto un bonus di più di tre milioni di euro. Un portavoce della compagnia ha detto che i conti a riguardo verranno pubblicati il 28 aprile nel report annuale dell’impresa.

VW-Werk, Wolfsburg Montage-Käfer
Uno stabilimento Volkswagen negli anni ’70 – Photo © Bundesarchiv Schaack, Lothar / CC-BY-SA 3.0

La contraddizione di Pötsch. Matthias Müller, subentrato a Martin Winterkorn per guidare il colosso di Wolfsburg fuori dalla più profonda crisi mai affrontata, aveva chiesto a fine 2015 un sacrificio a tutti i dipendenti, a partire dalla dirigenza. «È chiaro che mi riferisco anche ai bonus annuali. Dobbiamo stringere tutti la cinghia, e i vertici aziendali sono i primi a dover dare l’esempio». E Hans Dieter Pötsch gli ha fatto eco definendo la situazione, come si accennava, senza mezzi termini: la Volkswagen sarebbe di fronte a una «crisi che ne mette a repentaglio la stessa esistenza». Ma Pötsch – nota sarcastico Der Spiegel – sembra prima di tutto preoccuparsi della sua esistenza personale: quando è stato posto a capo del consiglio di vigilanza, lo scorso ottobre, ha infatti firmato un contratto che lo lega all’azienda almeno fino al 2017 e che gli dà diritto a un bonus di quasi dieci milioni di euro.

Le reazioni di sindacati e consiglio di fabbrica. Le unioni sindacali sostengono che lo scandalo dei motori diesel potrebbe essere usato come pretesto per tagli che non erano stati oggetto di discussione fino a un paio di mesi fa. Il consiglio di fabbrica ha fatto appello alla «fine della speculazione riguardo il futuro della forza-lavoro e degli stabilimenti della Volkswagen» e invocato un «patto per il futuro». Ma anche criticato duramente la dirigenza: «il management Volkswagen, evidentemente, non ha compreso la gravità della situazione».

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Foto di copertina © Simon CC BY SA 2.0

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