I migliori e i peggiori film visti alla Berlinale (finora)

Berlinale

Dal 9 al 19 febbraio 2017 la capitale tedesca si trasforma in teatro della 67esima edizione della Berlinale, il Festival internazionale del cinema di Berlino.

Tantissimi sono i film che, suddivisi in 13 diverse sezioni, verranno mostrati nei dieci giorni di festival. Impossibile vederli tutti. Difficile stabilire con certezza quali vale la pena di vedere, considerato che spesso si tratta di anteprime mondiali. Inevitabile trascorrere ore sul sito berlinale.de a consultare le trame dei film che ci sembrano interessanti, almeno a giudicare dal titolo e dallo spessore di cast e regista. Per alleggerirvi la scelta, vi proponiamo di seguito una selezione dei film visti da Berlino Magazine in questa Berlinale 2017, ognuno corredato di breve descrizione, valutazione da 1 (minimo) a 5 (massimo) e giorni e orari di proiezione.

COMPETIZIONE

Django di Étienne Comar 

Film/ Django/ Etienne Comar
Django – Wettbewerb 2017 – FRA 2017 – von Etienne Comar – Reda Kateb © Roger Arpajou

Django è stato il film d’apertura della 67esima edizione della Berlinale. Il debutto registico del già noto produttore Étienne Comar si ispira alla vita di Django Reinhardt, celebre musicista jazz belga di etnia sinti, perseguitato dai nazisti e per questo costretto a fuggire da Parigi nel tentativo di riparare in Svizzera. Django è innanzitutto un film dal potente significato storico. Raccontando la storia di Django Reinhardt, il film di Comar coglie l’occasione per affrontare un aspetto poco trattato della Seconda guerra mondiale, ovvero il tragico destino delle etnie sinti e rom durante il nazismo.

Leggi qui la recensione completa di Django

VOTO: 3/5 (G.R.)

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The Dinner di Oren Moverman

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The Dinner – Wettbewerb 2017 – USA 2016 – von Oren Moverman – Steve Coogan, Laura Linney © 2016 Tesuco Holdings Ltd

Dal romanzo di Herman Koch da cui anche l’italiano Ivano De Matteo ha tratto I nostri ragazzi (2015), un dramma ambientato in una sola notte, o meglio, cena, che mette a confronto due fratelli più che mai diversi uniti però da una tragedia comune. I loro figli hanno infatti aggredito e ucciso una senzatetto senza alcuna ragione apparente. Cosa fare? Denunciarli o sperare che la polizia non risalga a loro? Oren Moverman stravolge un potente testo di partenza diluendo la drammaticità della storia con variazioni e divagazioni (la guerra civile americana, la malattia di una delle due donne, la pazzia di uno dei due fratelli) distruggendo ritmo e sprecando il cast (Steve Coogan, Richard Gere, Laura Linney e Rebecca Hall).

Leggi qui la recensione completa di The Dinner

VOTO: 2/5

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On Body and Soul di Ildikó Enyedi

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Testről és lélekről | On Body and Soul – Wettbewerb 2017 – HUN 2017 – von: Ildikó Enyedi


On Body and Soul (
titolo originale: Testről és lélekről) è la storia di due esseri solitari, Mária ed Endre, rispettivamente nuova responsabile del controllo qualità e direttore finanziario di un macello di Budapest. La giovane Mária ha grosse difficoltà a socializzare, fugge il contatto fisico e si rifugia in ordine e pulizia maniacali. Endre è un uomo maturo dal carattere sensibile, con numerose relazioni amorose fallite alle spalle, ha un braccio paralizzato ed è annoiato dal lavoro. Mentre tutti i colleghi 
si prendono gioco di Mária, Endre cerca di avvicinarla, inizialmente senza successo. Per puro caso, attraverso la nuova psicologa della fabbrica, Mária ed Endre scoprono di fare esattamente gli stessi sogni. Da questo istante inizierà un processo di avvicinamento che riguarderà dapprima le loro anime, poi anche i loro corpi. La regista ungherese Ildikó Enyedi racconta una storia di educazione ai sentimenti con estrema delicatezza, un tocco surreale e un pizzico di umorismo (nero).

VOTO: 4/5 (G.R.)

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Una mujer fantastica di Sebastián Lelio

Una mujer fantástica | A Fantastic Woman – Competition 2017 – CHL/USA/DEU/ESP 2017 – by: Sebastián Lelio – Daniela Vega
Una mujer fantástica | A Fantastic Woman – Competition 2017 – CHL/USA/DEU/ESP 2017 – by: Sebastián Lelio – Daniela Vega

Quattro anni dopo la vittoria dell’orso d’argento per la migliore attrice con il film Gloria, Sebastián Lelio torna alla Berlinale con un film che racconta le sofferenze di una “donna fantastica”. Marina è una giovane transgender alle prese con l’improvvisa morte del compagno Orlando per aneurisma. La protagonista non dovrà soltanto lottare con il dolore del lutto, ma anche con il rifiuto da parte della ex famiglia di Orlando che non accetta la sua presenza ai funerali né rispetta la sua sofferenza. Lelio si conferma quale abile ritrattista, forte dell’intensa interpretazione di Daniela Vega.

Leggi qui la recensione completa di Una mujer fantastica

VOTO: 4/5 (G.R.)

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The Other Side of Hope di Aki Kaurismäki

Toivon tuolla puolen | The Other Side of Hope | Die andere Seite der Hoffnung – Competition 2017 – FIN/DEU 2017 – by: Aki Kaurismäki – Sherwan Haji, Nuppu Koivu, Janne Hyytiäinen, Sakari Kuosmanen, Ilkka Koivula – Malla Hukkanen © Sputnik Oy
Toivon tuolla puolen | The Other Side of Hope | Die andere Seite der Hoffnung – Competition 2017 – FIN/DEU 2017 – by: Aki Kaurismäki – Sherwan Haji, Nuppu Koivu, Janne Hyytiäinen, Sakari Kuosmanen, Ilkka Koivula – Malla Hukkanen © Sputnik Oy

Al centro dell’ultimo film del cineasta finlandese Aki Kaurismäki, secondo capitolo di una trilogia sulle città portuali, c’è la storia di un migrante siriano che presenta domanda di asilo in Finlandia. Arrivato a Helsinki nascosto in un carico di carbone, Khaled confida che otterrà presto lo status di rifugiato. La sua domanda viene però respinta e Khaled decide di rimanere in Finlandia come clandestino. Per un caso incontrerà il signor Wikström, proprietario di un ristorante che lo prenderà con sé nonostante i rischi. Come solo un grande maestro è in grado di fare, Kaurismäki utilizza l’ironia come strumento per raccontare i drammi della società contemporanea. Un vero capolavoro politico con note poetiche firmato Kaurismäki.

Leggi qui la recensione completa di The Other Side of Hope

VOTO: 5/5 (G.R.)

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Bright Nights di Thomas Arslan

Helle Nächte | Bright Nights - Wettbewerb 2017 DEU/NOR 2017 von: Thomas Arslan Tristan Göbel, Georg Friedrich © Schramm Film / Marco Krüger
Helle Nächte | Bright Nights – Wettbewerb 2017 -DEU/NOR 2017 – von: Thomas Arslan – Tristan Göbel, Georg Friedrich © Schramm Film / Marco Krüger

Il film Helle Nächte (Bright Nights) del regista tedesco Thomas Arslan racconta la storia di un padre separato che cerca di riconciliarsi con il figlio adolescente con cui non ha un vero e proprio rapporto. Insieme intraprendono un viaggio in Norvegia nel periodo estivo, quello delle notti bianche, tra lunghi tratti in auto, passeggiate e campeggio nella natura. Il film riesce a ritrarre efficacemente il dramma di un uomo che ha commesso diversi errori nel suo ruolo di padre e che a fatica cerca di recuperare punti agli occhi del figlio, il quale lo respinge continuamente. Se il punto di forza della pellicola è l’intensa interpretazione del cast (Georg Friedrich e Tristan Göbel) che riesce a trasmettere con empatia la difficoltosa ricerca del dialogo tra padre e figlio, Helle Nächte soffre della mancanza di ritmo e soprattuto di una struttura drammaturgica: il risultato è un film ben recitato e carico di potenzialità, ma purtroppo sprecato perché statico e irrisolto.

Leggi qui la recensione completa di Bright Nights

VOTO: 2/5 (G.R.)

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Beuys di Andres Veiel

Beuys – Wettbewerb 2017 – DEU 2017 – von: Andres Veiel – Joseph Beuys nach der Räumung der Staatlichen Kunstakademie Düsseldorf, 1972 – ErichPuls/KlausLamberty © zeroonefilm/ StiftungMusemSchloss Moyland
Beuys – Wettbewerb 2017 – DEU 2017 – von: Andres Veiel – Joseph Beuys nach der Räumung der Staatlichen Kunstakademie Düsseldorf, 1972 – ErichPuls/KlausLamberty © zeroonefilm/ StiftungMusemSchloss Moyland

Come dice il titolo stesso, il documentario è dedicato alla figura di Joseph Beuys, pittore, scultore e perfomer tedesco conosciuto come “l’uomo col cappello”. Frutto di uno straordinario lavoro di ricerca e selezione di materiale d’archivio, Beuys di Veiel mira a schizzare un ritratto del primo artista tedesco che ottenne un’esposizione individuale al Guggenheim Museum di New York e che a suo tempo fu una delle personalità più controverse di Germania. Anche se con mezzi piuttosto tradizionali e senza alcun guizzo creativo degno di nota, Veiel riesce a realizzare un ritratto di Joseph Beuys che rende giustizia alla complessità di questo artista, che era in realtà molto più di uno scultore o perfomer.

Leggi qui la recensione completa di Beuys

VOTO: 3/5 (G.R.)

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Return to Montauk di Volker Schlöndorff

Return to Montauk | Rückkehr nach Montauk – Wettbewerb 2017 – DEU/FRA/IRL 2017 – von: Volker Schlöndorff – Stellan Skarsgård, Nina Hoss © Franziska Strauss
Return to Montauk | Rückkehr nach Montauk – Wettbewerb 2017 – DEU/FRA/IRL 2017 – von: Volker Schlöndorff – Stellan Skarsgård, Nina Hoss © Franziska Strauss

Return to Montauk (titolo originale: Rückkehr nach Montauk) è un film sui rimpianti di due personaggi che si sono amati da giovani e che si rincontrano dopo 15 anni, una storia d’amore in cui viene messa a fuoco la psicologia dei due protagonisti. Rimpianti, rimorsi e pentimenti: questi sono i nuclei tematici che lo storico regista tedesco Volker Schlöndorff affronta nella sua ultima pellicola, forte dell’interpretazione di due attori di prim’ordine, Stellan Skarsgård e Nina Hoss.

Leggi qui la recensione completa di Return to Montauk

VOTO: 3/5 (G.R.)

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FUORI CONCORSO

T2 Trainspotting di Danny Boyle

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T2 Trainspotting – Wettbewerb 2017 – GBR 2017 – von Danny Boyle – Jonny Lee Miller, Ewan McGregor © Sony Pictures Releasing GmbH

20 anni dopo l’uscita di Trainspotting, Danny Boyle torna con il sequel del film cult che segnò gli anni Novanta, interpretato dallo stesso cast del 1996 (Ewan McGregor, Ewen Bremner, Jonny Lee Miller, Robert Carlyle). Molto meno crudo del primo Trainspotting, ma altrettanto irriverente, il nuovo film di Boyle racconta del ritorno a Edimburgo di Mark Renton e del suo incontro con gli amici di una volta, Spud, Sick Boy e Begbie. Al centro di T2 Trainspotting non c’è più la droga, bensì il confronto tra personaggi ormai adulti e il ricordo dei tempi andati, ma senza troppa nostalgia. Un Trainspotting 2 ai tempi della Brexit e del digitale. Il risultato è un sequel con meno mordente dell’originale, ma comunque capace di intrattenere: niente di più e niente di meno.

Leggi qui la recensione completa di T2 Trainspotting

VOTO: 2/5 (G.R.)

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Viceroy’s House di Gurinder Chadha

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Viceroy’s House – Competition 2017 – IND/GBR 2016 – by Gurinder Chadha – Lily Travers, Hugh Bonneville, Gillian Anderson, Huma Qureshi, Manish Dayal © Kerry Monteen Photography

Il film Viceroy’s House, diretto dalla regista indiana Gurinder Chadha, prende le mosse dalla storia della nonna della regista per raccontare i conflitti religiosi scoppiati in India dopo la fine del colonialismo inglese. Al centro della pellicola ci sono le negoziazioni condotte nel 1947 da Lord Mountbatten, ultimo viceré britannico in India, al fine di dividere il Paese in base ai credo religiosi e di creare un nuovo stato per i musulmani, il Pakistan. In questo contesto si colloca una storia d’amore interreligioso tra Aalia (Huma Qureshi), musulmana, e Jeet (Manish Dayal), indù. Sebbene il capitolo storico tematizzato sia di grande interesse, la storia d’amore appare eccessivamente romanzata e costruita su semplificazioni grossolane.

Leggi qui al recensione completa di Viceroy’s House

VOTO: 2/5 (G.R.)

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BERLINALE SPECIAL

Es war einmal in Deutschland… di Sam Garbarski

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Es war einmal in Deutschland… | Bye Bye Germany Berlinale Special 2017 – DEU/LUX/BEL 2017 – von: Sam Garbarski – Hans Löw, Pál Mácsai, Jeanne Werne, Mark Ivanir, Moritz Bleibtreu, Antje Traue, Tania Garbarski, Tim Seyfi, Anatole Taubman © 2017 – IGC Films – Fabrizio Maltese

Tratto dai romanzi dell’autore svizzero-tedesco Michel Bergmann, il film di Garbarski narra le vicende di un gruppo di amici ebrei che, sopravvissuti all’Olocausto, tentano di ricostruirsi una vita nella Francoforte del 1946. Il regista sceglie un punto di vista inedito per raccontare un capitolo della storia tedesca poco conosciuto e trattato nella letteratura e nel cinema: si tratta del periodo storico immediatamente successivo alla Seconda guerra mondiale, quando gli ebrei sopravvissuti alla Shoah dovettero decidere cosa fare delle propria vita, in particolare decidere se rimanere in Germania o lasciarla per sempre. Sebbene il tema e il punto di vista scelti risultino d’interesse, il film non riesce mai davvero a essere credibile. Tutto appare posticcio, dal contesto della Francoforte devastata dalla guerra al cappello del protagonista David Bermann portato in modo troppo scenografico, passando per le parole ebraiche che vengono inserite di tanto in tanto alla fine di una frase, quasi fosse necessario ribadire l’identità dei personaggi.

Leggi qui la recensione completa di Es war einmal in Deutschland…

VOTO: 1/5 (G.R.)

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Foto di copertina: Velvet Creative Office © Internationale Filmfestspiele Berlin

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Gloria Reményi

Italiana per parte di mamma, ungherese per parte di papà, mi piace definirmi 50/50 a tutti gli effetti. Il mio anno di nascita – il 1989 – ha probabilmente deciso il mio destino berlinese. Mi sono trasferita a Berlino nel 2012 per conseguire la laurea magistrale in "Culture dell'Europa centrale e orientale" e ci sono rimasta. Amo la letteratura, da accanita lettrice e aspirante scrittrice.

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