La storia di Prenzlauer Berg, da quartiere proletario a distretto chic di Berlino

Prenzlauer Berg, oggi zona residenziale per eccellenza piena di famiglie e passeggini, è stata in passato quartiere industriale e proletario, e fulcro dell’opposizione alla DDR.

Prenzlauer Berg, nella zona nord-est di Berlino, ai tempi del Muro inclusa nella parte sovietica, è oggi uno dei quartieri più alla moda e più noto della città, soprattutto per il famosissimo Mauerpark. Da quando è nata, Prenzlauer Berg ha cambiato mille volti e con i suoi mutamenti ha seguito perfettamente le vicende storiche di Berlino. Il quartiere, inizialmente chiamato Prenzlauer Tor, dalla porta dell’antica cinta muraria, prende il nome dalla città di Prenzlau, nel Brandeburgo. Solo dalla prima metà dell’Ottocento il nome è cambiato in Prenzlauer Berg, dall’altura che si trovava vicino alla porta.

1. La Prenzlauer Berg agricola e proletaria

Prenzlauer Berg nacque in un’area prettamente agricola, ed era una zona dove si concentravano mulini a vento e luoghi di produzione di birra artigianale. Il quartiere entrò a far parte della città di Berlino solo nella prima metà dell’Ottocento, ma rimase comunque esterno alla cinta muraria. Le strade Schönhauser Allee, Prenzlauer Allee e Greifswalder Straße esistevano già all’epoca. Il vero e proprio sviluppo iniziò negli anni sessanta dell’Ottocento con il cosiddetto piano Hobrecht, che consisteva in un progetto di ampliamento della città e delle strade, dovuto alla crescita esponenziale della popolazione. Fino alla Prima guerra mondiale, Prenzlauer Berg fu il quartiere per eccellenza delle famiglie proletarie. Infatti, vicino ai complessi industriali nacquero le cosiddette Mietskasernen, complessi abitativi caratterizzati da cortili interni e facciate senza decorazioni (quelle che chiameremmo genericamente case popolari). Queste costruzioni accoglievano le famiglie meno abbienti, e gli operai che lavoravano nelle fabbriche del distretto. In questi anni, la densità della popolazione a Berlino era molto alta: secondo fonti accreditate, a Londra abitavano in ogni casa mediamente 8 persone, a New York 17, a Berlino 76 e a Prenzlauer Berg addirittura 110.

2. La Prenzlauer Berg povera

Vittima dei bombardamenti delle due guerre, ma senza danni troppo gravi, Prenzlauer Berg fu sistemata velocemente. Durante gli anni del Muro, il quartiere venne inglobato nel settore sovietico e diviso dalla vicina Wedding. In questo periodo, il distretto non era per niente signorile come si presenta oggi, anzi era piuttosto degradato: gli standard di vita erano bassi, le case presentavano ancora i danni della guerra, gli appartamenti avevano il bagno esterno e le stufe a carbone. La DDR dava infatti la precedenza alla costruzione di nuovi quartieri residenziali, piuttosto che alla ristrutturazione delle case già esistenti. Molte famiglie decisero di abbandonare Prenzlauer Berg per trasferirsi nei nuovi appartamenti. Per le condizioni degli edifici, gli affitti erano particolarmente bassi e questo attirò numerosi giovani nel quartiere. Spesso le case venivano semplicemente occupate da nuovi inquilini.

3. La Prenzlauer Berg ribelle

Con la caduta del Muro, molti giovani e artisti cominciarono a trasferirsi nel quartiere. Centro della vita bohèmien e della scena alternativa di Berlino, Prenzlauer Berg divenne anche un quartiere abitato da attivisti di ogni genere. In particolar modo, negli anni Ottanta il quartier generale dei gruppi di opposizione alla DDR diventò la Zionskirche, le cui stanze venvnero poi chiuse dalla Stasi, obbligando i ribelli a trasferire i loro incontri nella Gethsemanekirche. Proteste e partiti trovavano a Prenzlauer Berg terreno fertile. Le rivolte del maggio 1992 a Kollwitzplatz ne sono la testimonianza più lampante. La zona, inoltre, era ricca di posti nascosti, dove gli artisti allestivano gallerie d’arte o rappresentazioni teatrali illegali. Gli scrittori leggevano e presentavano i loro libri censurati in incontri letterari che avevano luogo sottoterra. Le band punk suonavano di nascosto negli scantinati e le discoteche illegali erano la prassi, così come le irruzioni della polizia tedesca.

© Bundesarchiv, Bild 183-1989-1203-010 / CC-BY-SA 3.0 DE

4. Prenzlauer Berg e la gentrification

Soprattutto dopo la caduta del Muro, la popolazione di Prenzlauer Berg cambiò. Quelli che allora erano giovani studenti sono oggi sposati e con figli. Probabilmente alcuni vivono ancora nel quartiere. Molte altre famiglie hanno seguito il loro esempio, perché Prenzlauer Berg è vicina al centro ed ricca di servizi. Questo quartiere è oggi uno dei tanti investiti dal fenomeno della gentrification. Per prima cosa, gli edifici sono stati ristrutturati e appaiono oggi molto signorili. Anche per questo motivo i prezzi degli affitti aumentano sempre di più e, di conseguenza, chi decide di abitare qui appartiene a una fascia sociale benestante. Inoltre, i famosi locali abusivi non esistono più perché disturbavano il vicinato, e molti altri sono stati costretti a chiudere i battenti a causa dei costi troppo alti. Le strade più famose, come Eberswalder Straße o Kastanienallee, sono ancora oggi il posto ideale dove fermarsi per una colazione, un brunch o un qualsiasi pasto durante la giornata. Il quartiere è diventato un luogo per famiglie, in genere famiglie borghesi con genitori giovani e bambini piccoli. Camminando per le strade del quartiere, si nota l’atmosfera internazionale e piena di vita; il luogo è infatti una delle mete preferite dai turisti, che vogliono visitare il memoriale del Muro sulla Bernauer Straße, o provare i deliziosi localini lungo le strade.

Mauerpark © Anna Agliardi

Se volete qualche consiglio su dove mangiare a Prenzlauer Berg, leggete qui!

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Foto di copertina © Camilla Nardelotto

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