«L’esperienza di farsi maledire dai pescatori di Berlino e gettarsi nel canale»

© Maria Assunta - Landwehrkanal, Berlin

I don’t feel sorry

A discapito della loro proverbiale fama di persone pazienti, i pescatori lungo i canali di Berlino sono molto permalosi e piuttosto irascibili. Basta chiedere loro:
– Ma che fate? Non sapete che state pescando in una fogna e che è proibito per il vostro bene di avere a che fare con le creature del canale? – per sentirsi rispondere:
– E che cosa diamo da mangiare ai nostri bambini? – oppure vedere uno di questi pescatori abbandonare la canna da pesca, frugare in una borsa e avvicinarsi a me con un coltellino.
– Che cazzo vuoi? – mi grida.
– Voglio sapere che cosa fate col pesce- ho risposto -Pescare è proibito in cittá e va bene che lo sia, per la fauna e per noi-.
– Fatti i cazzi tuoi – mi grida e il suo alito sapeva terribilmente di pesce e di canale.
– Non dirmi che mangi ‘sta merda! – gli ho detto – Così ti avveleni! -.
– Vieni là di dietro con me- mi ha invitato indicando un gruppo di cespugli e alberi.
– A fare cosa? Va bene, ho risposto e, parcheggiata la bicicletta, l’ho seguito.

Dopo pochi passi mi ha preso a braccetto, puntandomi il coltellino sulla giacca:

– Tu non devi rompere i coglioni, hai capito? – mi ha detto.
– Perché no? – gli ho risposto e, incredibilmente, questa breve risposta lo ha spiazzato; mi ha lasciato il braccio, mi ha guardato e ha cominciato a gridare:
– Guarda che io ti trovo dappertutto sai? A me non scappi, ti troverò ovunque! –
– Ma se sono qua! – gli ho detto e, ancora una volta, è rimasto senza parole.
– Ti butto nel canale – mi ha minacciato.
– Tu butti nel canale me? – ho risposto incredulo – Ma quando mai! Mi ci butto da me nel canale, al massimo! – e così dicendo ho cominciato a spogliarmi e a dirigermi sul ciglio del Landwehrkanal, presso gli altri pescatori.
Lui mi ha seguito gridando alcune parole in una lingua che non avevo mai sentito; evidentemente stava dicendo qualcosa al gruppo. Una volta in mutande (e fa freddo) ho salutato e mi sono lanciato in mezzo alle lenze. Acqua nera e gelida, puzza di carogna e riemersione, avrei voluto gridare, ma non riuscivo per via del freddo. Ho nuotato come un pazzo verso la scaletta d’approdo delle barche e sono risalito correndo ai vestiti. I pescatori avevano raccolto le loro cose e se ne stavano andando.

Non so se preferire le parole alle azioni o viceversa, so, però, che quando parola e azione agiscono insieme allora tutto è possibile, anche farsi maledire da alcuni pescatori, diventare creatura dei canali e non sentirsi in colpa.

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© Maria Assunta – Landwehrkanal, Berlin

Ismaele Rossi

La vita sgangherata e unica di Carlo a Berlino ti porta nei bassifondi, tra i barboni, i ricchi rampolli decaduti, le mense dei poveri, gli Hartzer che vivono di sussidi, quella Berlino che per molti è cool ma che pochi conoscono davvero

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